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Sicurezza al volante: italiani sempre indisciplinati e bambini poco assicurati ai seggiolini

© Foto : CC BY 2.5 Autostrada dei fiori A 10
Autostrada dei fiori A 10 - Sputnik Italia, 1920, 23.11.2021
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Come si comportano gli italiani e le italiane al volante? Male. E non solo sono incuranti nei confronti degli altri, ma anche rispetto alla loro stessa vita.
Secondo l’indagine commissionata dall’Anas all’Osservatorio stili di guida utenti, pubblicata lunedì, è ancora alta la percentuale di chi non allaccia la cintura di sicurezza, di chi guida e resta attaccato allo smartphone.
E ciò che appare triste, e anche allarmante, da questa ricerca, è che i giovani, pare, si comportino tanto male quanto le precedenti generazioni.

Il 28,38% del campione di 6mila utenti, presi come riferimento dell’indagine, non utilizza la cintura di sicurezza durante la marcia. Scomponendo questo dato, risulta che i passeggeri sui sedili anteriori che non indossano la cintura sono il 31,87%, mentre quelli sui sedili posteriori sono l’80,12%. Si ricorda che, secondo il codice della strada, la cintura di sicurezza nei sedili posteriori è obbligatoria.

Per quanto riguarda i dispositivi di ritenuta per bambini, ben il 49,47% non li utilizza.
Se ci spostiamo sull’uso degli indicatori luminosi, cioè l’uso delle frecce, non andiamo molto meglio. Il 55,63% non li accende per la manovra di sorpasso o rientro, oppure per l’entrata (59,20%) o l'uscita (43,71%) dalle rampe.
Per quanto riguarda l’uso del cellulare alla guida, poi, un automobilista su dieci (12,41%) lo utilizza in modo improprio.

Lontani dalla media europea

Se gli italiani dovessero guidare in altri paesi europei, potrebbero rischiare di restare a piedi molto in fretta. Infatti, la media europea di chi indossa la cintura di sicurezza al volante è del 90%, mentre il 71% dei passeggeri indossa la cintura anche sui sedili posteriori.

I fattori psicologici che contano negli incidenti

La ricerca ha messo in evidenza come i fattori psicologici influiscono “sulla mancata percezione del rischio alla base dei comportamenti all’origine degli incidenti stradali”.
La ricerca ha provato a distinguere “tra le violazioni deliberate al codice della strada e gli errori del conducente (es. sviste, manovre o valutazioni errate)”.

Da questa complessa, ma utile, elaborazione si evince come “il comportamento in violazione non dipende, infatti, da un problema nel raccogliere o elaborare le informazioni necessarie per attuare il comportamento corretto, ma da una scelta influenzata da fattori psicologici, psicosociali e motivazionali. In particolare, l’analisi ha richiamato questi fattori, associandoli ai dati delle violazioni riscontrate”.

L’obiettivo della ricerca

Anas spiega che la ricerca “consentirà di poter progettare e avviare concrete campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale che possano risultare ‘centrate’ sui principali fattori di rischio individuati, come il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e utilizzo improprio del telefono cellulare durante la guida e ‘orientate’ nei contenuti specifici per tipologia di utenti, ad esempio i giovani”.
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