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Ristoranti stellati italiani, pagati 1.200 euro al mese per 17 ore di lavoro al giorno

© Sputnik . Evgeny UtkinUn ristorante vuoto a Milano
Un ristorante vuoto a Milano - Sputnik Italia, 1920, 22.11.2021
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Perché i ristoranti stellati italiani, quelli che ricevono la stellina Michelin e per questo sono considerati i migliori, non riescono a trovare personale?
Turni di lavoro massacranti di 15 e 17 ore senza pause, pagati come stagisti a 4 o 5 euro l’ora e, per chi riceve il contratto come dipendente nessun pagamento degli straordinari.
Secondo quanto riportato dal quotidiano italiano, alcuni ristoranti stellati italiani preferiscono assumere con contratto come stagista quanti hanno appena terminato la scuola, in modo tale da risparmiare sui costi del lavoro.
Tuttavia gli stagisti svolgerebbero la stessa attività lavorativa di un assunto con contratto dipendente.
Al termine dell’esperienza lavorativa, spiega ancora il quotidiano, c’è chi si è ritrovato a vivere un dramma psicologico come la sindrome da burnout, la quale provoca uno stato di malessere psicofisico dovuto ad un ambiente di lavoro altamente stressante.
Uno degli intervistati, ha affermato di avere svolto un tirocinio da 40 ore settimanali in un ristorante stellato, per 200 euro di rimborso spese mensile.
Ma nella realtà lo avrebbero impegnato per 12–13 ore al giorno. Il testimone ha raccontato di essere anche stato oggetto di atti di umiliazione da parte dello staff di cucina. Umiliazioni non di molto dissimili da quelle che si subiscono in un contesto militare (nonnismo).
Tali atti di nonnismo, viene testimoniato al Fattoquotidiano, sono riservati anche alle donne con umiliazioni che sfociano anche nel corporale.
Uno dei testimoni ha così lasciato e al Fattoquotidiano ha riferito:
“Proprio questa esperienza con il mondo del lavoro italiano mi ha convinto a lasciare il mio Paese per emigrare all’estero. Ora lavoro, guadagno uno stipendio di tutto rispetto, ho le mie tutele e i miei benefit. Nulla a che vedere con quello che, ancora oggi, offrono in Italia, a giudicare dagli annunci che vedo online”.
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