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Forziere con monete del tardo Impero Romano trovato nelle foreste russe

© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleNelle culture "non civilizzate", le monete potevano diventare un elemento di decorazione o utensili con uno status speciale o funzioni magiche.
Nelle culture non civilizzate, le monete potevano diventare un elemento di decorazione o utensili con uno status speciale o funzioni magiche. - Sputnik Italia, 1920, 22.11.2021
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Un impressionante forziere pieno di antiche monete romane, scoperto in Russia a mille chilometri dai confini conosciuti dell'Impero Romano, ha aiutato gli scienziati a comprendere meglio i legami di questa regione con l'antica civiltà.
Esperti provenienti da Russia e Polonia hanno raccontato a Sputnik come la numismatica sia in grado di rivelare realtà sconosciute del passato e possa contribuire a riscoprire popoli considerati perduti.
Un vero tesoro, costituito da 140 monete, è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole, in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleLe monete, per la loro mobilità e durata, secondo gli scienziati, erano uno dei beni più popolari dell'antichità.
Le monete, per la loro mobilità e durata, secondo gli scienziati, erano uno dei beni più popolari dell'antichità.  - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Le monete, per la loro mobilità e durata, secondo gli scienziati, erano uno dei beni più popolari dell'antichità.
Secondo gli esperti, si tratta delle monete di bronzo tardo-romane rinvenute più a nord-est. Si stima che furono tutte coniate tra la fine del IV secolo e l'inizio del V.
Negli ultimi decenni, secondo gli scienziati, archeologi e cacciatori di tesori dilettanti hanno scoperto nella regione quattro di questi forzieri, ma ognuno di essi conteneva non più di due dozzine di monete.

Monete lontane da casa

Per i geografi, a quell'altezza temporale la zona era abitata una delle centinaia di tribù barbariche, che vivevano lontano dai confini imperiali, il cui nome rimane però sconosciuto. Gli archeologi li designano come appartenenti alla cultura Moshchinskaya, dal nome dell'insediamento di Moshchinsk, fondato sulle rive del fiume Popolta, nella regione di Kaluga.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo Pole Monete di questo tipo, secondo gli specialisti della Riserva-Museo di Kulikovo Pole, sono degli "spiccioli" di epoca tardo-romana e bizantina, che venivano coniati in diversi milioni di pezzi all'anno.
 Monete di questo tipo, secondo gli specialisti della Riserva-Museo di Kulikovo Pole, sono degli spiccioli di epoca tardo-romana e bizantina, che venivano coniati in diversi milioni di pezzi all'anno. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Monete di questo tipo, secondo gli specialisti della Riserva-Museo di Kulikovo Pole, sono degli "spiccioli" di epoca tardo-romana e bizantina, che venivano coniati in diversi milioni di pezzi all'anno.
A quel tempo, i barbari non avevano ancora un sistema monetario effettivo, ma è possibile che delle monete di bronzo circolassero nelle zone lungo i confini romani. Come è possibile, dunque, che queste stesse monete siano state ritrovate lungo il corso superiore dell'Oka, a mille chilometri dalla periferia dell'Impero?
È impossibile spiegare questo fatto con le attività commerciale o legate ad esse, dal momento che gli esperti sono convinti che tali territori non rientrassero nelle zone di influenza e di interesse commerciale degli antichi romani.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleUn vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
Un vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Un vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
Gli esperti sospettano che le monete siano state portate da residenti locali, assoldati come foederati dall'esercito romano e bizantino. Dal regno di Costantino il Grande, all'inizio del IV secolo, infatti, i barbari furono attivamente coinvolti nel servizio militare non solo ai confini, ma anche nelle regioni interne, dell'Impero.

“Questi mercenari erano chiamati foederati. Erano pagati non solo in oro, ma anche con monete di bronzo. Uno dei mercenari dell'Oka, a quanto pare, ha conservato questo bronzo, in caso avesse fatto ritorno nell'Impero. Insomma, questi non sono tesori rubati, ma piuttosto monete che potrebbero essere rimaste al termine di alcuni viaggi", ha spiegato Aleksey Vorontsov, segretario scientifico della Riserva-Museo di Kulikovo Pole.

© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleUn vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
Un vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Un vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
Il forziere risalirebbe all'inizio delle cosiddette invasioni barbariche, il periodo che gli storici definiscono Grande Migrazione dei Popoli, il cui inizio è sancito simbolicamente dal passaggio degli Unni attraverso il Don nel 375.
In precedenza, si credeva che i goti, che abitavano la regione settentrionale del Mar Nero, fuggirono verso ovest, dopo essere stati sconfitti dagli Unni. Tuttavia, negli ultimi anni, sono emerse sempre più prove che una parte dei Goti si sia spostata a est o nord-est, e quindi si ritiene che possano essere stati proprio loro a far arrivare queste monete nella regione del corso superiore dell'Oka.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleNei territori dell'Europa barbarica, le più comuni non erano le monete di rame del IV secolo, ma i denari romani d'argento, che furono prodotti in serie nel I-III secolo.
Nei territori dell'Europa barbarica, le più comuni non erano le monete di rame del IV secolo, ma i denari romani d'argento, che furono prodotti in serie nel I-III secolo. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Nei territori dell'Europa barbarica, le più comuni non erano le monete di rame del IV secolo, ma i denari romani d'argento, che furono prodotti in serie nel I-III secolo.

Il tesoro ai raggi X

L'intero tesoro è costituito da piccole monete del peso di 1-2 grammi. Monete di questo tipo, secondo gli specialisti della Riserva-Museo di Kulikovo Pole, sono degli "spiccioli" di epoca tardo-romana e bizantina, che venivano coniati in diversi milioni di pezzi all'anno.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleI ritrovamenti di monete possono indicare realtà politiche ed economiche che non sono state conservate nelle fonti scritte
I ritrovamenti di monete possono indicare realtà politiche ed economiche che non sono state conservate nelle fonti scritte - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
I ritrovamenti di monete possono indicare realtà politiche ed economiche che non sono state conservate nelle fonti scritte
Le monete di bronzo o di rame erano le denominazioni più piccole, mentre le più preziose erano quelle d'oro, del peso di circa 4,5 grammi.
Molte città avevano il diritto di coniare monete nell'impero, ma lo stile generale, di regola, fu preservato. Il luogo di emissione era solitamente riportato sul retro della moneta, cioè nella parte che si trovava dietro alla raffigurazione dell'imperatore.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleLe tecnologie odierne consentono di rilevare dettagli impercettibili alla vista sulle monete, esaminarne la superficie su scala nanometrica e analizzarle utilizzando l'intelligenza artificiale.
Le tecnologie odierne consentono di rilevare dettagli impercettibili alla vista sulle monete, esaminarne la superficie su scala nanometrica e analizzarle utilizzando l'intelligenza artificiale. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Le tecnologie odierne consentono di rilevare dettagli impercettibili alla vista sulle monete, esaminarne la superficie su scala nanometrica e analizzarle utilizzando l'intelligenza artificiale.
Tutte queste informazioni, oggi, possono essere ricavate grazie alle moderne tecniche di numismatica, specialmente in caso di gravi danni riportati dalla moneta.

“Le tecnologie odierne consentono di rilevare dettagli impercettibili alla vista delle monete, esaminarne la superficie su scala nanometrica e analizzarle utilizzando l'intelligenza artificiale. L'origine del metallo può essere chiarita da un'analisi chimica, utilizzando un metodo di fluorescenza a raggi X o, ad esempio, un metodo di radiazione protonica a raggi X", ha affermato Kirill Myzgin, associato della Facoltà di Archeologia dell'Università di Varsavia.

Nei territori dell'Europa barbarica, le più comuni non erano le monete di rame del IV secolo, ma i denari romani d'argento, che furono prodotti in serie nel I-III secolo.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleUn vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
Un vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
Un vero tesoro, costituito da 140 antiche monete romane è stato infatti scoperto nell'autunno di quest'anno dagli archeologi della Riserva-Museo di Kulikovo Pole in una foresta a dieci chilometri dal centro di Tula.
Sebbene lo stipendio di un legionario potesse spesso essere inferiore a un denaro al giorno, i barbari ricevevano enormi quantità di questo argento per garantire la sicurezza delle frontiere. I comuni forzieri barbarici contengono due o trecento monete, ma ci sono anche reperti che contengono fino a novemila denari, per un peso di diverse decine di chilogrammi d'argento.

Il valore storiografico e culturale delle monete romane

Le monete, per la loro mobilità e durata, secondo gli scienziati, erano uno dei beni più popolari dell'antichità. A causa di tale circostanza e della facilità di datazione, spesso si rivelano la chiave per gli storici per comprendere eventi e tendenze del passato.

"I ritrovamenti di monete possono indicare realtà politiche ed economiche che non sono state conservate nelle fonti scritte. Un esempio recente è la nostra ipotesi sull'area di insediamento dei Borans, una tribù potente, ma poco conosciuta, del III secolo, che saccheggiò la ricca città di Trebisonda, nell'odierna Turchia. La concentrazione insolitamente alta di monete coniate lì, in una piccola area tra il Dnepr e il Seversky Donets, pensiamo abbia permesso di identificare il luogo di residenza di questa tribù, apparentemente di origine germanica", ha affermato Kirill Myzgin.

Nelle culture "non civilizzate", le monete potevano diventare un elemento di decorazione o utensili, con uno status speciale o funzioni magiche. Così, in Ucraina e Polonia, è stato scoperto di recente un numero enorme di monete romane d'oro, coniate principalmente sotto l'imperatore Traiano Decio intorno al 249-251, quasi tutte dotate di fori per essere appese.
© Foto : Riserva-Museo di Kulikovo PoleIn Ucraina e Polonia, è stato scoperto di recente un numero enorme di monete romane d'oro, coniate principalmente sotto l'imperatore Traiano Decio intorno al 249-251, quasi tutte dotate di fori per appenderle.
In Ucraina e Polonia, è stato scoperto di recente un numero enorme di monete romane d'oro, coniate principalmente sotto l'imperatore Traiano Decio intorno al 249-251, quasi tutte dotate di fori per appenderle. - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
In Ucraina e Polonia, è stato scoperto di recente un numero enorme di monete romane d'oro, coniate principalmente sotto l'imperatore Traiano Decio intorno al 249-251, quasi tutte dotate di fori per appenderle.
Gli storici associano questo fatto alla sconfitta dei romani nella battaglia con la coalizione barbarica, consumatasi nei pressi della città di Abrittus, nel 251 D.C.. Il tesoro dell'imperatore defunto passò ai vincitori e almeno diverse migliaia di monete d'oro si trasformarono così in amuleti commemorativi.
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