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Così la quarta ondata minaccia le vacanze in montagna

© Cortina 2021 - PentaphotoUna seggiovia a Cortina d'Ampezzo
Una seggiovia a Cortina d'Ampezzo - Sputnik Italia, 1920, 22.11.2021
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Sarebbero già 2,5 milioni le disdette per le vacanze programmate a partire dal "ponte" dell'Immacolata a causa della risalita dei contagi.
L’arrivo della quarta ondata minaccia la stagione sciistica. Secondo un sondaggio realizzato la scorsa settimana da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg sarebbero già almeno 2,5 milioni le disdette per le vacanze in montagna programmate per Natale, Capodanno e Immacolata.
Le stime un mese fa parlavano di 35 milioni di persone in partenza per le festività natalizie. Ma oggi, a due settimane dal “ponte” dell’8 dicembre, le previsioni sono già a ribasso e parlano di almeno 11 milioni di vacanzieri in meno rispetto al dato precedente.
A pesare, spiega al Sole24Ore il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, è soprattutto “l’incertezza”. “Servono – incalza - indicazioni chiare e immediate delle autorità competenti sulle eventuali regole da adottare per affrontare in sicurezza le prossime festività”.
L’idea è quella di evitare le chiusure generalizzate ricorrendo al super green pass, e cioè limitando alla sola popolazione vaccinata anche se la risalita dei contagi facesse scattare la fascia rossa o arancione. Gli esercenti funiviari non vogliono sentir parlare di stop e chiedono al governo di prendere provvedimenti in tal senso.
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Un sondaggio di Coldiretti/Ixè prevede comunque che il “green pass rafforzato” rischia di minacciare “i periodi di riposo sulla neve di una platea potenziale di 3,8 milioni di italiani”.
“Gli effetti temuti – scrive la stessa associazione dei produttori - non riguardano solo le strutture sportive ma l’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’attività dei rifugi alle malghe fino agli agriturismi, già duramente colpiti dalle limitazioni di Natale e Capodanno dello scorso anno”.
Particolarmente penalizzate, sottolinea ancora la Coldiretti, saranno "le strutture impegnate nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir per effetto delle limitazioni che potrebbero scattare in caso di passaggio di colore dal giallo all’arancione nelle Regioni più gettonate delle destinazioni turistiche invernali”.
Il 35,5 per cento degli italiani che avevano programmato di partire per le vacanze invernali - più di 12 milioni – ha dichiarato che partirà in ogni caso. Ma una buona parte soggiornerà in case vacanza o da amici.
A pesare sugli incassi in alta quota ci sono anche le chiusure decise da Germania ed Austria per contenere la quarta ondata. In Alto Adige, ad esempio, almeno la metà del fatturato è garantito dai visitatori stranieri e la situazione al di là del confine è motivo di preoccupazione.
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“È nostro dovere essere ancora più cauti e adeguare il nostro comportamento alle regole di precauzione”, è stato quindi l’appello di Arno Kompatscher, governatore della provincia autonoma di Bolzano, che ha invitato la popolazione a rispettare le regole e ad avere “senso di responsabilità e coinvolgimento per questa situazione drammatica”.
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