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Marocco, gli archeologi fanno un'eccezionale scoperta: monili di più di 150mila anni fa

© Sputnik . Alexander Kriajev / Vai alla galleria fotograficaArcheologia
Archeologia - Sputnik Italia, 1920, 21.11.2021
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Nuovo ritrovamento in Marocco, più precisamente nella grotta di Bizmoune, vicino alla località balneare di Essaouira, dove sono stati scoperti da un team di ricercatori gli oggetti ornamentali più antichi del mondo.
Un'importante scoperta archeologica, che ci arriva dalla grotta di Bizmoune, è stata svelata giovedì 18 novembre, nel corso di una cerimonia che si è svolta nello storico sito di Chellah, alla presenza del ministro marocchino della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione, Mehdi Bensaid, del consigliere del re e del presidente-fondatore dell'Associazione Essaouira Mogador, André Azoulay, oltre a diversi ricercatori.
Il ritrovamento riguarda una trentina di conchiglie provenienti da un mare situato a una cinquantina di chilometri dalla grotta. Questi oggetti realizzati con il guscio di Tritia gibbosula* sono stati "forati e tinti color ocra grazie all'uso di una sostanza rossa ricca di ossido di ferro", ha affermato durante la cerimonia Abdeljalil Bouzouggar, professore di archeologia preistorica presso l'Istituto nazionale di Scienze Archeologiche e del Patrimonio (INSAP) e direttore del team scientifico che ha svolto la ricerca. La particolarità di questi oggetti è che si dice risalgano a più di 150.000 anni fa e rappresentino quindi il più antico ornamento mai scoperto al mondo.
Un'altra particolarità di questa scoperta è che rivela, per la prima volta, oggetti che non venivano indossati solo per abbellire, ma anche per trasmettere messaggi. "Il significato di queste conchiglie portava messaggi e probabilmente codici, che hanno contribuito notevolmente all'instaurazione di una certa organizzazione sociale, di una comunicazione tra i membri del gruppo o molti altri gruppi in luoghi geografici più distanti", ha riferito un ricercatore dell'INSAP a Sputnik.

Un "paradiso per gli archeologi"

Questa scoperta si dimostrerebbe poi "il luogo dell'attuale regno come crocevia di civiltà", ha sottolineato il ministro durante la cerimonia. Abdeljalil Bouzouggar precisa al riguardo che le ultime scoperte archeologiche hanno portato alle pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali "molto prestigiose", solo dopo l'esame attento della loro veridicità da parte di commissioni specializzate. Risultati su cui si può quindi fare affidamento e dire che "il Marocco ha avuto un ruolo importante nella storia dell'umanità".
Queste "importanti" scoperte farebbero anche del Paese un "paradiso per archeologi e geologi". Alcuni mesi fa, i ricercatori hanno annunciato la scoperta dell'Acheuleano* più antico del Nord Africa, risalente a 1,3 milioni di anni fa, alla periferia di Casablanca. L'anno scorso, i ricercatori si sono imbattuti nei fossili di un dinosauro dal becco d'anatra di 66 milioni di anni. Nel 2017 era "uno dei più antichi Homo sapiens del mondo" risalente a circa 315.000 anni fa che è stato scoperto a Jebel Irhoud, a pochi chilometri da Marrakech, dal team del ricercatore francese Jean-Jacques Hublin.

Per una economia della cultura

Al di là della scoperta e dell'età, il ricercatore intervistato da Sputnik vorrebbe vedere l'integrazione di queste scoperte, "ad alto valore aggiunto per il patrimonio marocchino", nell'economia della cultura. Dovrebbero, secondo lui, essere presi in considerazione nelle industrie culturali.
"Una tale scoperta deve generare occupazione e reddito per la popolazione locale e nazionale, perché molti turisti cercano un turismo culturale di qualità, e la regione di Essaouira è il miglior esempio di tale attività", ha concluso.
* Tritia gibbosula: specie di gastropode appartenente al phylum dei molluschi.
*Acheuleano: Il termine acheuleano deriva da Saint-Acheul, quartiere di Amiens, in Francia, luogo ove vi sono stati i primi ritrovamenti a testimonianza di questa cultura del Paleolitico inferiore (che in Europa va da 750.000 a 120.000 anni fa circa, cioè dal periodo glaciale di Mindel all'interglaciazione Riss Würm), caratterizzata da manufatti in pietra a forma di "mandorla" e lavorati su due lati in modo simmetrico.
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