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Stangata sulle tredicesime, Cgia: “L’Erario ci strappa 11,8 miliardi”

© Foto : PixabayBanconote euro e le forbici
Banconote euro e le forbici - Sputnik Italia, 1920, 20.11.2021
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Assegni più leggeri per pensionati e dipendenti. che useranno la mensilità per pagare tasse e bollette e, in parte, per i regali natalizi. In testa, nelle scelte degli italiani sotto l’Albero: prodotti alimentari, giocattoli e tecnologia.
L’arrivo di dicembre corrisponde, per 16 milioni di pensionati e 17,8 milioni di lavoratori dipendenti, all’arrivo della tredicesima. Mensilità attesa sia per concludere i regali natalizi, ormai già iniziati con il Black Friday, sia per pagare tasse, il saldo Imu-Tasi e bollette.
Ma quest’anno, stima la Cgia di Mestre, le tredicesime subiranno una stangata a causa dell’Irpef: su 45,7 miliardi di euro, 11,8 finiranno nelle casse dell’Erario, mentre nelle tasche degli italiani rimarranno 33,9 miliardi netti.
Quello che rimarrà al netto delle spese, verrà impiegato per i regali natalizi, anche in funzione dell’andamento della pandemia.
La Cgia di Mestre stima “che la spesa per i regali natalizi quest’anno dovrebbe tornare almeno alla stessa soglia registrata nel 2019, quando sfiorò i nove miliardi di euro”.
Niente a che vedere, tuttavia, con quanto spendevamo prima della crisi 2008-2009, quando per i regali natalizi gli italiani, a dicembre, facevano acquisti per quasi 20 miliardi di euro.

Sotto l’Albero tecnologia, giocattoli e beni alimentari

Secondo le previsioni della Cgia, tendenzialmente, anche quest’anno, i generi alimentari dovrebbero confermarsi la tipologia di regalo natalizio più diffusa.
Seguono giocattoli, prodotti tecnologici, libri, abbigliamento/scarpe e articoli per la cura della persona.
“Tra i prodotti che rischiano di non recuperare quanto perso rispetto al periodo pre-Covid, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, spiccano i biglietti per gli spettacoli, i concerti e i viaggi”.
In aumento, invece, gli abbonamenti a piattaforme streaming e buoni regalo per acquistare online.

La proposta della Cgia: tagliare l’Irpef, non l’Irap

In vista della decisione che dovrà prendere il Parlamento, in merito a quale imposta destinare il taglio da otto miliardi di euro, così come previsto dal disegno di legge di Bilancio per il 2022, l’Ufficio studi della Cgia non ha dubbi: la riduzione deve interessare l’Irpef e non l’Irap.
“Il taglio dell’Irpef, infatti, eleverebbe le buste paga e le pensioni degli italiani, favorirebbe i consumi e, molto probabilmente, contribuirebbe ad aumentare il fatturato degli artigiani e dei piccoli commercianti che vivono quasi esclusivamente di domanda interna”.
Destinare il taglio solo all’Irap, invece, “premierebbe le grandi imprese, visto che negli ultimi anni alle piccole e alle micro aziende il peso dell’imposta regionale sulle attività produttive è stato alleggerito significativamente”.
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