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Slitta la legge sull’eutanasia, la sinistra a lavoro per evitare un bis del ddl Zan

Eutanasia - Sputnik Italia, 1920, 20.11.2021
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Cappato conta sul referendum per la legalizzazione per spingere sul Parlamento. Presentati quasi 400 emendamenti, soprattutto dal centrodestra. Il testo in Aula alla Camera il 29 novembre.
L’ostruzionismo della Lega e di Fratelli d’Italia sulla legge sull’eutanasia è già iniziato e per evitare il muro contro muro e una nuova bocciatura sul modello del ddl Zan, sinistra e M5S hanno chiesto il rinvio di una settimana per l’approdo alla Camera.
Il testo, quindi, sarà in Aula non più il 22 novembre, ma al massimo il 29. Nel frattempo, si lavorerà in Commissione Giustizia e in quella Affari sociali per trovare compromessi e convergenze.

“Mi auguro che nessuno debba subire lunghe trafile giudiziarie per aiutare un malato terminale e senza speranza a morire. Spero ci sia presto una legge chiara sull’eutanasia”, dice Marco Cappato a Repubblica.

L’attivista conta sull’approvazione della legge in Parlamento, ma ancor di più sul referendum che l’Associazione Coscioni ha promosso e che ha raccolto 1,24 milioni di firme.
E aggiunge che “se non ci fosse il referendum sarebbe una certezza” la fine della legge come il ddl Zan.
Cappato sottolinea che il testo che uscirà dal Parlamento dovrà contenere le specifiche per fare in modo che l’eutanasia non rientri nella fattispecie del reato: “La volontà libera e consapevole della persona; l’irreversibilità della malattia; la sofferenza insopportabile; essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale”.

M5S e Pd cercano la mediazione

La seduta delle commissioni della Camera, che doveva svolgersi giovedì scorso è saltata, ma è stata riconvocata per martedì.
I relatori, Alfredo Bazoli (Pd) e Nicola Provenza (M5S), non hanno ancora presentato le riformulazioni di alcuni emendamenti, ma si lavora senza sosta.
La Lega, però, ha già messo in chiaro che non ci sono convergenze. Roberto Turri il capogruppo del Carroccio, ritiene improbabile, se non impossibile rispettare la data del 29 novembre.
“Dobbiamo ancora votare 380 emendamenti”, ha detto.
Nei lavori di commissione, al momento, su 398 emendamenti presentati, ne sono stati accantonati un centinaio, che toccano i punti più delicati, come l’obiezione di coscienza e i criteri di accesso al suicidio assistito.
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