Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Ex-diplomatico indiano: l'India sta diventando parte dell’ordine del giorno USA sull’Iran

Bandiera india - Sputnik Italia, 1920, 20.11.2021
Seguici su
Gli osservatori ritengono che la crescente vicinanza di Delhi agli Stati Uniti e a Israele abbia influenzato le sue tradizionali relazioni con l'Iran, un tempo il più grande fornitore di greggio dell'India.
Il mese scorso, l’India, gli Stati Uniti, Israele e gli Emirati Arabi Uniti si sono uniti per formare un blocco regionale, il quale, secondo Tel Aviv, sarebbe stato creato perché le quattro nazioni hanno una visione “simile” sugli eventi di carattere regionale.
Dal mese scorso la situazione è tesa tra Iran e Israele, dopo che l’ambasciatore israeliano in India Naor Gilon ha accusato Teheran di "destabilizzare" la regione dell'Asia occidentale mentre cercava di giustificare gli Accordi di Abramo e la recente creazione di un nuovo blocco tra le quattro nazioni (Israele, USA, India ed Emirati Arabi Uniti). L'Iran ha reagito con forza alle accuse del diplomatico israeliano, contestando aspramente le sue "osservazioni infantili" e rimarcando le politiche "aggressive" di Tel Aviv nei confronti dei suoi vicini a livello regionale. Teheran ha anche criticato la decisione del maggiore operatore portuale indiano, Adani Ports and Special Economic Zone(APSEZ), di vietare l’ingresso ai container iraniani. Questo ha indotto l'azienda a cambiare idea.
Nel corso di diversi incontri tra il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar e la nuova leadership iraniana guidata dal presidente Ebrahim Raisi, Teheran ha invitato Nuova Delhi a impegnarsi per rafforzare la "cooperazione economica" e negoziare un accordo di libero scambio (FTA) sulla scia dei legami economici che al momento sono duramente impattati a causa delle sanzioni imposte dagli USA ai danni di Teheran.
Родственники и соседи плачут во время похорон полицейского, который был убит в перестрелке, на окраине Сринагара, Кашмир, Индия - Sputnik Italia, 1920, 29.10.2021
Il premier Modi in udienza dal Papa. Ma in India crescono le violenze contro i cristiani
Sputnik ha parlato dell’evoluzione della politica del primo ministro indiano Narendra Modi nei confronti dell'Iran con l’ex ambasciatore indiano in Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti (UAE), Talmiz Ahmad, che ha condiviso la sua visione sulla questione.
L'ex diplomatico ritiene che l'India abbia compromesso i "propri interessi", manifestandosi apertamente compiacente con la politica statunitense, non solo con l'Iran, ma anche con altri paesi regionali.
- Come definirebbe l’approccio adottato dal primo ministro Narendra Modi nei confronti dell’Iran? I legami dell'India con l'Iran dipendono dalle sue relazioni con gli Stati Uniti?
- Le relazioni dell'India con l'Iran sono sempre state soggette ai capricci degli Stati Uniti. Tuttavia, ciò che mi ha allarmato nell'ultimo periodo è la completa accettazione da parte dell'India di ciò che l'ex presidente Donald Trump ha avviato nel 2018.
Sebbene l'India fosse stata coinvolta nello sviluppo di una significativa relazione nel campo della sicurezza con gli Stati Uniti, era del tutto possibile per i politici indiani riferire a Washington che Nuova Delhi ha interesse a mantenere legami stabili con Teheran.
L'India non soltanto condivide con l’Iran uno spazio all’interno della stessa regione e vanta legami socio-culturali di migliaia di anni, ma ha anche interessi geopolitici, economici e di difesa da curare.
L'India sta diventando parte dell’ordine del giorno statunitense sull’Iran. Ultimamente, l'impressione che New Delhi ha dato è che abbia subordinato i suoi interessi agli Stati Uniti, anche se tutto ciò che gli Stati Uniti hanno fatto ha violato il diritto internazionale. L'Iran non aveva commesso alcun illecito ai sensi dell’Accordo sul nucleare iraniano (JCPOA).
Mentre l'India è riuscita a ottenere un'esenzione dalle sanzioni americane legate al JCPOA per quanto riguarda il suo coinvolgimento nel porto di Chabahar, l'aggressività con cui Washington ha promosso le sue sanzioni ha distolto le aziende indiane dall'investire a Chabahar e dall’integrare quanto fatto dal governo per sviluppare ulteriormente le strutture portuali e quelle circostanti.
Joe Biden all'incontro con Putin a Ginevra - Sputnik Italia, 1920, 01.11.2021
Iran, Biden assicura: "Risponderemo alle azioni intraprese contro gli interessi USA"
L'India ha sempre fatto notare agli americani che si sarebbe asservita agli interessi di questi ultimi. Ma gli americani non hanno mai mostrato la medesima reciprocità quando si trattava dei nostri interessi regionali e immediati.
- Lei crede che il governo Biden abbia adottato una politica più moderata verso l'Iran, rispetto al suo predecessore? E il cambio di governo a Washington ha giovato ai legami India-Iran?
- Francamente, non c'è stato un grande cambiamento in termini reali. Anche se Joe Biden ha osservato inizialmente che far rientrare gli americani nel JCPOA sarebbe stata una priorità, resta il fatto che ci sono stati sei cicli di negoziati e gli Stati Uniti devono ancora rientrare nell'accordo.
Per quanto riguarda l'India, vorrei far notare che Nuova Delhi ha quasi raddoppiato lo stanziamento annuale di bilancio per il porto di Chabahar all'inizio di quest'anno (dopo l'insediamento di Biden). Tuttavia, aspetterei fino al prossimo anno per vedere quanto del budget assegnato sia stato effettivamente utilizzato, dato che le sanzioni rimangono ancora in essere.
Vorrei anche sottolineare che di recente ci sono stati tentativi da parte del governo Modi di riallacciare i rapporti con l'Iran, dopo la vittoria elettorale del presidente Ebrahim Raisi, nonostante Teheran sia esclusa dal quadro strategico di Nuova Delhi.
Se da un lato l'India ha aperto un dialogo con il nuovo governo di Teheran, finora non ho visto alcuna prova di offerte concrete promosse dall’India che possano cambiare il tessuto complessivo delle relazioni bilaterali.
- Quanto è cruciale avere legami amichevoli con l'Iran per gli interessi geostrategici dell'India?
- L'Iran ha una presenza geopolitica molto significativa nella regione. Vanta una linea costiera molto lunga. Il suo valore strategico complessivo per l'India è solamente consolidato dal fatto che condivide il confine sia con il Pakistan che con l'Afghanistan, così come con i Paesi dell'Asia centrale. È effettivamente un attore rilevante nell'Asia occidentale, nell'Asia centrale e nell'Asia meridionale.
Esercito Indiano - Sputnik Italia, 1920, 10.10.2021
Tensioni India-Cina nel Ladakh, al via il tredicesimo round di colloqui degli stati maggiori
Naturalmente, è anche un importante fornitore di energia ed è tradizionalmente il più grande fornitore di greggio per Nuova Delhi. La sua geografia lo rende anche uno snodo di connettività regionale cruciale.
- Come vede il ruolo dell'India nel gruppo di 4 nazioni che include Israele, gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti, presentato il mese scorso?
- Il raggruppamento, o Quad 2.0, come è stato chiamato, non ha alcun senso per me. Bisogna considerare le tempistiche prima del contesto. E non credo che il nuovo gruppo avrà alcun valore strategico per l'Asia occidentale o l'India.
Molto francamente credo che per l'India essere membro del nuovo gruppo sia solo una trovata pubblicitaria di un governo che ha molto poco da vantare in termini di risultati di politica estera. Penso che il nuovo gruppo diventerà irrilevante con il tempo.
Percepisco la forte influenza degli Stati Uniti nell’impattare su queste 4 nazioni, e in particolare sull’India, per far sì che si riuniscano sotto il cappello di questo gruppo, proprio come è accaduto durante la mediazione per gli Accordi di Abramo l’anno scorso.
- Quindi lo sviluppo di legami più stretti con gli Stati Uniti si è ritorto contro l'India nella sua stessa regione?
- Negli ultimi 15 anni, l'India ha costantemente consolidato i suoi legami strategici e di difesa con gli Stati Uniti. Per me, questa non è una politica ben ponderata. È una sorta di reazione istintiva a una determinata sfida, ossia l'ascesa della Cina.
Tuttavia, la politica pro-USA che l'India ha perseguito in risposta a questa sfida non ha perseguito gli interessi indiani quanto avrebbe dovuto.
Primo ministro dell'Australia Scott Morrison - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
Premier australiano Morrison: l'India è favorevole al trattato AUKUS
Al contrario, direi che questa chiara inclinazione pro-USA può aver contribuito al deterioramento delle relazioni con la Cina e forse ha portato all'attuale stallo nel Ladakh.
Le relazioni in materia di sicurezza che abbiamo costruito con gli Stati Uniti hanno favorito abbastanza bene gli interessi strategici americani. Il Quadrilateral Security Framework, o Quad, ha spinto l'India nel Mar Cinese Meridionale e ha dimostrato che l'India è un partecipante attivo in un raggruppamento percepito come ostile alla Cina.
- Tuttavia, che dire dei 4.000 chilometri di confine non delimitato dell'India con la Cina? La situazione nel Ladakh è cambiata a vantaggio dell'India dopo i vertici tra leader tenutisi da remoto e dal vivo quest’anno?
- La Russia e la Cina stanno ora collaborando fianco a fianco. E pare che si sia creato una sorta di gruppo a tre partecipanti che le vede coinvolte insieme all’Iran.
Il Pakistan e l'Afghanistan si stanno coordinando con questi tre paesi. Dunque, l'India è rimasta esclusa nella sua stessa regione.
L'India si è concentrata di più sullo scenario navale generale, ma ha trascurato le sue priorità che rimangono i confini via terra.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала