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Covid Italia: la quarta ondata avanza, ma la linea del governo non cambia. Nessuna stretta

© Sputnik . Evgeny UtkinPassanti in mascherina
Passanti in mascherina - Sputnik Italia, 1920, 20.11.2021
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In aumento contagi e ricoveri, ma la situazione epidemica del Paese non desta particolare allarme. Si attende il parere del Cts su modifiche alla durata del green pass, mentre si fa strada l'ipotesi di un lockdown per soli non vaccinati.
La quarta ondata di Covid-19 flagella l'Europa e molti Paesi corrono ai ripari per arginare i contagi. La Germania introduce l'obbligo di Green pass, l'Austria annuncia la vaccinazione obbligatoria e va in lockdown generale. Anche in Italia c'è un tendenziale peggioramento, ma nessuna nuova stretta. Almeno per il momento.

La quarta ondata in Italia

Da due giorni consecutivi i contagi giornalieri superano quota 10 mila, mentre ieri il tasso di positività ha raggiunto la soglia del 2%. Nell'ultimo bollettino, il ministero della Salute segnala 10.544 nuovi casi e 48 decessi, con un aumento di oltre 4.600 attuali positivi.

I numeri dei contagi "destano attenzione e vanno valutati con tutta la cautela del caso, ma non c'è preoccupazione estrema. È un momento in cui va posta la massima attenzione e ognuno di noi deve fare la propria parte", ha commentato il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, a SkyTg24.

A differenza di altri Paesi europei, questa volta la sanità italiana resiste alla quarta ondata di contagi. Il monitoraggio settimanale dell'Iss mostra un livello di occupazione dei reparti ospedalieri in aumento, ma ancora lontano dalla soglia d'allarme, con il 5,3% di posti occupati in terapia intensiva e il 7,1% in area medica.

Verso nuove misure

La situazione sembra essere sotto controllo, ma in vista del Natale non è esclusa una nuova stretta. Al momento non cambia la linea del governo, nonostante il pressing delle regioni, ma il Cts sta prendendo in considerazione nuove misure per frenare la quarta ondata:
riduzione a 9 mesi del green pass già da inizio dicembre;
terza dose per tutti anticipata a cinque mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale;
restrizioni all'ingresso anche dai Paesi europei;
estensione obbligo del vaccino per alcune categorie a contatto con il pubblico, come forze di polizia e dipendenti della Pubblica Amministrazione.
"Si possono considerare forme di obbligo vaccinale per alcune categorie professionali, in particolare chi assiste o è a contatto con il pubblico, a esempio forze dell'ordine, dipendenti della pubblica amministrazione e insegnanti, pur essendo queste categorie connotate da un'alta percentuale di vaccinazione", afferma Locatelli, che ritiene l'estensione dell'obbligo a tutta la popolazione è "un'opzione estrema".

Obbligo vaccinale

A puntare sulla vaccinazione obbligatoria, dopo la svolta austriaca, è il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.
"L'unica cosa che ci può mettere al sicuro è l'obbligo vaccinale, quindi quello è un percorso su cui dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione seria", ha detto il leader degli industriali, riaprendo il dibattito sull'obbligo.
Al momento, però, questa ipotesi sembra essere la più remota e l'obbligo è preso in considerazione solo per determinate categorie più esposte a rischio contagi, come ha già sottolineato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.
"Siamo stati il primo Paese in Europa - ricorda Costa - a introdurre l'obbligo vaccinale per i sanitari e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l'obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico", ha dichiarato Costa.

Lockdown per non vaccinati

Eventuali nuove restrizioni non dovrebbero pesare su chi ha responsabilmente scelto di vaccinarsi. Su questo principio converge trasversalmente tutta la politica, che sembra abbracciare l'idea di un lockdown per soli non vaccinati, sostenuto dalle regioni.

"Se ci saranno cambi di colore credo che non si possa penalizzare quell'85% di italiani che si sono vaccinati", ha affermato ieri la ministra Mariastella Gelmini ai microfoni di Radio 24.

Sebbene il provvedimento abbia dimostrato dei limiti di applicazione in Austria, non è escluso che venga adottato in zona arancione o rossa. Il percorso resta ancora da valutare.

Linea dura in Sicilia

L'aumento dei contagi in vista del Natale preoccupa le Regioni. La Sicilia corre ai ripari e impone nuove misure anticovid, con un'ordinanza del presidente Nello Musumeci.
Il nuovo pacchetto di restrizioni, che resterà in vigore fino al 31 dicembre, prevede anche il ritorno dell'obbligo di mascherina nei luoghi affollati.
Obbligo di tampone, poi per coloro che arriveranno in Regione in provenienza o che abbiano transitato nei 14 giorni precedenti da Germania e Regno Unito, Paesi che vanno ad aggiungersi ad una lista che comprende già Usa, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Paesi Bassi.
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