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Tutelare il peperoncino di Calabria: piccante, salutare, afrodisiaco e ora anche IGP?

CC0 / / Un cornetto di peperoncino
Un cornetto di peperoncino - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
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Il Consorzio dei produttori ha presentato il disciplinare al Ministero delle Politiche agricole. L’obiettivo è garantire il prodotto originale dalla concorrenza estera, in particolare dalla Cina.
Un prodotto di qualità, dalle grandi proprietà nutritive e salutistiche, secondo la tradizione popolare anche afrodisiache, e tipico di un territorio, quello calabrese, che ha nell’agroalimentare uno dei suoi settori di punta.
Si tratta del peperoncino di Calabria per cui è stato presentato ufficialmente al Ministero per le politiche agricole e forestali dal Consorzio dei produttori della regione il disciplinare per il riconoscimento IGP (Indicazione geografica protetta).
Una decisione, sostenuta da Cia-Agricoltori Italiani, per proseguire nel contrasto alla concorrenza sleale proveniente dalla Cina.
Il comparto ha, infatti, bisogno di valorizzazione e tutela per competere in un mercato dominato da prodotto orientale di bassa qualità e con poche garanzie igienico-sanitarie.
L’ottenimento del marchio IGP rappresenta il volano necessario per rafforzare tutto il ciclo produttivo e sviluppare una filiera di qualità, identitaria, sostenibile e redditizia.
Un prodotto che ha anche un’accademia dedicata, l’Accademia del peperoncino di Diamante.

IGP per lottare contro il dumping cinese

La Calabria realizza il 25% del prodotto italiano di peperoncino.
"Il nostro peperoncino - spiega Cia in una nota - è poco tutelato dal dumping estero. Se ne importano, infatti, più di 2.000 tonnellate dai bassi standard qualitativi e con prezzi assolutamente inferiori rispetto a quelli di mercato”.
La produzione italiana, pur di elevatissima qualità, non è attualmente in grado di soddisfare la domanda nazionale, secondo la Cia.
“Il nostro Paese non copre più del 20% del suo fabbisogno (400 tonnellate, circa). Il prodotto cinese ha un prezzo di circa tre euro contro i 15 del costo medio italiano e ciò dipende dai maggiori costi di produzione del peperoncino nazionale, che viene rigorosamente selezionato, raccolto a mano e infine trasformato con l'impiego di tecniche d'avanguardia. L'analogo prodotto cinese è, invece, risultato di tecniche di raccolta e trasformazione molto grossolane".
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