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Covid-19, Costa: "Noi i primi in Europa ad introdurre obbligo vaccinale"

© Sputnik . Pavel Lisitsyn Vaccinazione
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 19.11.2021
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Il sottosegretario alla Salute apre all'ipotesi di vaccino obbligatorio per chi lavora a contatto con il pubblico, da valutare al momento opportuno. Poi l'appello ad osservare le regole.
L'Italia potrebbe ricorrere al vaccino obbligatorio contro il Covid-19, ma solo per alcune categorie a contatto con il pubblico e "al momento opportuno".
Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ai microfoni di Radio Anch'io su Rai Radio 1.
"Siamo stati il primo Paese in Europa - ricorda Costa - a introdurre l'obbligo vaccinale per i sanitari e io non escludo di poter fare una riflessione e valutare se è opportuno introdurre l'obbligo per altre categorie che hanno un contatto costante con il pubblico", come le forze dell'ordine e gli operatori della grande distribuzione.
"Ci possono essere dei criteri - ha affermato -, ma sono tutte valutazioni che dobbiamo fare al momento opportuno. E io credo che, pur attenzionando i dati, pur continuando a usare il senso di responsabilità, dobbiamo guardare al futuro con fiducia".
Al momento, però, la discussione non è neanche sul tavolo e l'unico appello che "dobbiamo fare è continuare ad osservare le regole", sottolinea.

Nuove restrizioni

Sulla richiesta delle Regioni di poter prendere decisioni in tempi brevi su eventuali divieti per non vaccinati, a fronte di un aumento dei contagi, Costa ritiene che si debba "monitorare con attenzione settimana per settimana quelli che sono i dati" e assicura che "ad oggi complessivamente i dati riferiti alle terapie intensive e agli ospedalizzati sono ancora tutto sommato positivi e ci permettono un controllo, dopo di che valuterei".
Occhi puntati sul Friuli Venezia Giulia, unica regione da "attenzionare" per i "parametri più critici rispetto" alle altre, ha sottolineato Costa.
"Io credo - aggiunge - che la valutazione dobbiamo farla qualora ci fosse il passaggio in zona arancione, perché è quello che cambia le regole e che introduce in automatico alcune restrizioni".
Il sottosegretario, inoltre, ha ricordato che "con le Regioni c'è sempre stata la massima collaborazione e la massima condivisione. Anche gli attuali criteri per determinare il cambio di colore di regione furono cambiati proprio su sollecitazione delle Regioni, quindi da parte nostra - ha assicurato - massima disponibilità".
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