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SOS dei maestri vetrai di Murano: “Il gas è troppo caro, rischiamo di chiudere”

© Gambaro&TagliapietraLa produzione di oggetti in vetro
La produzione di oggetti in vetro - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
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Si pensava di aver toccato il fondo dopo l'acqua alta eccezionale e la pandemia, ma purtroppo le difficoltà per le vetrerie di Murano non sono finite. È arrivata all'improvviso una nuova “tempesta”.
I rincari fino al 500% del gas mettono in ginocchio il distretto del vetro artistico, che è considerato il biglietto da visita di Venezia nel mondo.
La categoria degli artigiani soffiatori del vetro e la loro arte secolare rischiano davvero di scomparire? Cosa significherebbe per i maestri vetrai fermare le fornaci che devono restare accese 24 ore su 24? Per parlarne, Sputnik Italia ha raggiunto Luciano Gambaro, Presidente del Consorzio Promovetro Murano, titolare, insieme al Maestro Matteo Tagliapietra, della Gambaro&Tagliapietra Srl di Murano.
© Foto : Luciano GambaroLuciano Gambaro
Luciano Gambaro - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
Luciano Gambaro
Dott.Gambaro, quali sono le origini della crisi delle vetrerie a causa dei rincari di gas?
— Noi monitoriamo il prezzo del gas costantemente, perché è il nostro secondo costo più importante e grosso. Per noi il gas è un elemento indispensabile: consumiamo milioni di metri cubi, perché i nostri forni devono essere sempre accesi 24/7. Compriamo il gas dal consorzio Vetro Energia, abbiamo un consulente e chiediamo la miglior offerta per l’anno termico, che va dal 1° ottobre fino al 30 settembre dell’anno successivo. Normalmente, facciamo un contratto annuale e fino a settembre 2021 abbiamo avuto un ottimo prezzo, però, dalla primavera del 2021, il prezzo del gas ha cominciato a salire. Secondo gli esperti, il prezzo sarebbe dovuto calare, invece, purtroppo, è aumentato notevolmente per una questione di macroeconomia che vede coinvolti l’UE e la Russia.
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Noi invece siamo un macrosettore nei confronti di quello che può essere l'economia europea e mondiale. Ci siamo trovati dal 20 centesimi al metro cubo di settembre al 90 centesimi al metro cubo di ottobre. Abbiamo subito un incremento del 500% nell’arco di un mese. Per esempio, per lo stesso consumo, le bollette di una delle più grosse aziende sono passate da 40mila a 170mila euro al mese.
Secondo Lei, dal punto di vista economico, per le aziende, questa crisi causata dalla crescita vertiginosa del prezzo del gas potrebbe essere peggiore del Covid?
— Economicamente parlando, per noi questa situazione che si è creata con l'incremento del prezzo del gas è assolutamente peggio di quello che ha causato la pandemia da Covid. Perché durante il lockdown, anche se non potevamo lavorare a pieno ritmo, tutto sommato qualcosa si riusciva a fare. Soprattutto, questo riguardava le aziende che si rivolgevano al mercato estero. E adesso stiamo vivendo una situazione paradossale e anomala: abbiamo gli ordini, abbiamo una lenta, ma significativa, ripresa, però con i prezzi attuali è diventato svantaggioso lavorare.
Una volta il vetro era ciò che faceva di Venezia una signora. E ora si rischia di perdere una tradizione antica e mettere in ginocchio l’intera filiera …
— Esatto. Da agosto-settembre abbiamo cominciato a sensibilizzare il Governo, il Comune e la Regione per avvertire che stiamo per avere un grosso problema: si sta abbattendo sull’Isola di Murano e sui produttori di vetro una “tempesta perfetta”, che, dopo l'acqua alta e il Covid, potrebbe minare mille anni di storia, di tradizione e di cultura di vetro.
Non dimentichiamo che in questa piccola isola c’è il più grande, il più importante e il più significativo enclave del vetro artistico mondiale. Il sistema produttivo che noi abbiamo a Murano non c’è da nessun'altra parte del mondo.
Il vetro artistico di Murano è tra i simboli di Venezia, dell’Italia stessa e del Made in Italy. Se c’è un prodotto che ha sempre viaggiato nel mondo, da tempo immemore, in nome di Venezia e in nome dell’Italia è il vetro. Stiamo parlando della cultura ininterrotta di un prodotto che è stato creato su quest'isola quasi mille anni fa. Sono poche le tradizioni al mondo che hanno una vita così lunga.
© Niva MirakyanOggetti in vetro
Oggetti in vetro - Sputnik Italia
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Oggetti in vetro
© Niva MirakyanOggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano
Oggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano - Sputnik Italia
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Oggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano
© Niva MirakyanOggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano
Oggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano - Sputnik Italia
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Oggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano
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Oggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano
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Oggetti in vetro al Museo del Vetro, Murano
L’isola di Murano ha sempre vissuto di vetro ed è stata conosciuta per la grande capacità artistica dei suoi maestri, che hanno ornano e orano i più bei palazzi di tutto il mondo. Per cui, dobbiamo senz’altro essere preoccupati non solo per le conseguenze economiche, ma bisogna anche pensare a come preservare, salvaguardare e tutelare la storia di Venezia e dell’Italia.
Le vetrerie di Murano hanno bisogno del metano come l'essere umano ha bisogno dell’ossigeno. Molti di loro hanno gli ordini in pronta consegna nei prossimi mesi, sotto Natale. Come pensato di uscire da questa situazione?
— Anch'io ho una vetreria e noi stiamo comunque svolgendo il nostro lavoro e stiamo andando avanti, nonostante questo sovrapprezzo del gas. Cerchiamo di soddisfare le aspettative dei nostri clienti e di terminare gli ordini in tempo. Però, fra un mese o due, saremo sicuramente costretti ad aumentare il prezzo del nostro prodotto, per compensare l'aumento del prezzo del gas, come stanno facendo un po’ tutti.
Se questo aumento di 15-20-30% ci darà la possibilità di lavorare ancora, questo sinceramente noi non lo sappiamo. Direi che stiamo navigando un po’ a vista, perché purtroppo non abbiamo molte soluzioni. L'importante è che questi aumenti non ci mettano fuori mercato con i nostri prodotti…
Quindi, vuol dire che questa crisi potrebbe incentivare anche la concorrenza all'estero?
— Sicuramente si può dare vantaggio a qualcuno, contando però che il prodotto “vetro di Murano” viene fatto solo sulla nostra isola. Noi non abbiamo i competitor esteri.
Come dice una legge regionale, se uno vende il vetro di Murano e questo prodotto non viene realizzato a Murano, si tratta di un prodotto falsificato che ci crea non solo un danno economico, ma anche reputazionale, perché sul mercato vengono portati degli oggetti che non hanno nulla a che vedere con la nostra storia e la nostra cultura. Il nostro vetro ha il suo marchio, che si chiama “vetro artistico di Murano” e che è l’unico a garantire l'origine del vetro creato dai maestri muranesi.
Quanti laboratori di vetro hanno deciso di chiudere? C’è il rischio che chiudano per sempre?
— In questo momento ci sono una decina di aziende che hanno già spento i forni. Hanno deciso di chiudere adesso per poter, magari, poi riprendere nei primi mesi dell'anno prossimo. Ognuno di noi adotta una strategia diversa in base ai suoi impegni, agli ordinativi e agli obblighi che ha. Ad esempio, la nostra azienda ha deciso di lavorare fino a dicembre e dopo, molto probabilmente, ci fermeremo per tutto gennaio.

Però chiudere ora non significa chiudere per sempre, significa fermarsi per cercare di ammorbidire questo costo del gas e accumulare più ordini possibili e poi, magari, fare 2-3 mesi a ciclo continuo, lavorando il più possibile per massimizzare la produzione.

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Gli imprenditori hanno chiesto del Governo e alla Regione degli interventi a sostegno della bolletta energetica. Avete ricevuto qualche riscontro? È ancora possibile salvare l’eccellenza che glorifica la città di Venezia e l’Italia nel mondo?
— Stiamo parlando ormai da un po’ di mesi col Governo centrale, attraverso i deputati e i senatori che rappresentano schieramenti diversi, perché il vetro di Murano è nel cuore di tutta la politica. Abbiamo stabilito dei contatti e c’è un continuo colloquio, però per adesso le risposte concrete non sono ancora arrivate.
Con la Regione e, in particolare, con l’Assessore alle attività produttive Marcato stiamo pure attivamente collaborando per cercare di trovare una soluzione: ottenere un sostegno economico per far sì che questo divario che c’è stato tra i 20 centesimi di settembre e i 98 centesimi di ottobre 2021 diminuisca e sia contato in modo tale che le aziende possano applicare un aumento del prezzo sul prodotto meno forte. Noi consideriamo questo aiuto come un investimento sul futuro del vetro di Murano, che ha una forte importanza economica non solo per Venezia, ma anche per tutta l’Italia.
L'opinione dell'autore può non riflettere la posizione della redazione
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