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Rapporto Gimbe, aumenta il tasso di occupazione in area medica e in terapia intensiva

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
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In Italia, nell'ultima settimana, si è assistito ad una crescita generalizzata del tasso di occupazione dell'area medica.
Negli ospedali italiani si è registrato un nuovo incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid.
Rispetto alla settimana scorsa, si rileva un aumento del 15,5% in area medica e del 14,3% in terapia intensiva.
È quanto emerge dalla relazione settimanale di Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe, alla luce dell'ultimo monitoraggio settimanale.
Nel complesso, il numero di pazienti Covid in area medica è aumentato dai 2.371 del 16 ottobre ai 3.970 del 16 novembre, per un preoccupante +67,4% su base mensile.

Sale anche il numero delle terapie intensive, che passa dai 338 pazienti del 25 ottobre ai 481, e quello nelle terapie intensive, da 338 del 25 ottobre a 481 del 16 novembre, per un +42,3%.

A livello nazionale, il tasso di occupazione è del 7% in area medica e del 5% in area critica, con notevoli differenze regionali.
Andrea Crisanti - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
Covid Italia, Crisanti: "Andiamo verso 20.000 contagi al giorno"

Rischio zona gialla per FVG e provincia di Bolzano

A rischio zona gialla risultano sia Friuli-Venezia Giulia che Provincia Autonoma di Bolzano, dove l'incidenza settimanale è salita fino a 50 casi per 100.000 abitanti, a fronte di tassi di occupazione ospedaliera superiori o prossimi alle soglie del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva.
"Bisogna tenere conto che l’attuale sistema per l’assegnazione dei colori alle Regioni è stato elaborato quando non esistevano dati sul declino della copertura vaccinale, né sulla necessità della terza dose. Con queste regole, durante i mesi invernali di aumentata circolazione virale, nelle Regioni con coperture vaccinali più basse e/o in ritardo sulla somministrazione della terza dose c’è il rischio di sovraccaricare gli ospedali senza cambiare colore; anche perché le Regioni hanno la possibilità di aumentare i posti letto disponibili, sottraendoli ad altri malati, o dimettere pazienti Covid in strutture private", sono state le parole di Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe.
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