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Migranti, tutta l'ipocrisia europea: meglio morto di freddo oltre confine, che profugo in Polonia

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaProfughi al confine tra Bielorussia e Polonia
Profughi al confine tra Bielorussia e Polonia - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
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Sentendo le notizie che ci arrivano dal confine tra Polonia e Bielorussia sento crescere in me una forte indignazione.
Non per la sorte di quei disgraziati profughi che vengono tenuti al freddo e sono oggetto di idranti e gas lacrimogeni usati dai militari polacchi contro di loro.
Per tutti costoro, iracheni, siriani, afghani, provo umana solidarietà, dispiacere per la situazione in cui si trovano e la speranza che presto si possa trovare per loro una sistemazione dignitosa.
No, la mia indignazione nasce dal sentire come i nostri media riferiscono della cosa e dalle dichiarazioni delle autorità europee di Bruxelles.
Non so se e come il regime di Lukashenko abbia favorito l’arrivo di famiglie con bambini speranzosi di poter entrare in Europa ma, a quanto risulta a tutti, si tratta di persone che fuggono da Paesi in guerra che cercano di mettere al sicuro le vite loro e dei loro figli.
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaAiuti umanitari ai profughi al confine Polonia-Bielorussia
Aiuti umanitari ai profughi al confine Polonia-Bielorussia - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
Aiuti umanitari ai profughi al confine Polonia-Bielorussia
A questo punto, non importa come siano arrivati sin lì e nemmeno mi interessa sapere se da Minsk qualcuno stia cercando di trarne un qualche profitto.
La mia indignazione deriva dal sentire i commenti di chi trova legittimo che li si tenga in una situazione che, considerato il clima e l’inadeguatezza dei loro mezzi di sopravvivenza, potrebbe condannarli tutti a una morte certa.
Il mio disgusto cresce poi quando penso che gli stessi che oggi parlano di “difendere le frontiere europee” sono coloro che quando decine di migliaia di africani sub-sahariani sbarcavano sulle coste italiane richiamavano i “valori” dell’Europa verso una doverosa accoglienza.
Questi ipocriti accusano Lukashenko di essere addirittura complice di una “tratta” di esseri umani ma non hanno mai osato definire in uguale modo il ricattatore Erdogan o il governo di Tripoli.
Al contrario, a costoro hanno offerto milioni di euro, navi e formazione per le forze frontaliere. Soldi che, evidentemente, non sono serviti a nulla visto che gli sbarchi in Italia e Grecia continuano imperterriti.
Di quali valori europei parlano questi politucoli brussellesi e i giornalisti da strapazzo quando considerano veri “profughi” i sub-sahariani che ci invadono solo per ragioni economiche mentre rifiutano di aiutare un piccolo gruppo di disperati che fuggono da vere guerre?
Come è possibile scoprire che l’Europa ha anche delle frontiere solo se qualcuno vuole entrare da est e non importa se arriva da sud?
Certo, la maggior parte degli africani mira ad andare in Francia o Gran Bretagna e, se va male, magari si può limitare a restare in Italia e, se necessario, trovare qualche occupazione illegale qui da noi. Quelli che premono ai confini polacchi, invece, vogliono la Germania e forse è proprio per questo che li si è scoperti “non benvenuti”.
Chi mi ripugna di più, comunque, sono i polacchi e il loro vergognoso governo di cattolici ipocriti.
Sono cristiani solo per mettere fuori legge l’aborto, in nome di vite non ancora formatesi, mentre delle vite già nate se ne fregano se ciò implica loro qualche sacrificio economico o politico.
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaManifestazione di protesta contro la legge anti aborto in Polonia
Manifestazione di protesta contro la legge anti aborto in Polonia - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
Manifestazione di protesta contro la legge anti aborto in Polonia
Davanti a un evento come quello che accade oggi in Polonia, ritengo insignificante sapere quali siano veramente le intenzioni di Lukashenko.
Giudico piuttosto più importante che i vari portavoce europei mi spieghino perché io, italiano, devo dire sì e mantenere a mie spese chiunque sbarchi sulle mie coste e intanto loro mandano soldi a Varsavia per rinforzare i confini e aggredire chi si trovano di fronte.
Alla vergogna che si meritano le dichiarazioni di alcuni leader europei, si aggiunge poi anche la “preoccupazione” di un Presidente americano e della NATO che ne approfittano per alimentare un loro sentimento anti-russo e inventarsi la scusa di nuove “sanzioni”.
Probabilmente a causa dell’età, Biden dimentica che qualcosa di molto peggio sta accadendo ai suoi confini dove migliaia di centro e sud-americani sono tenuti fuori dai confini statunitensi (fortunatamente in migliori condizioni meteorologiche) e, se riescono a passare, sono inseguiti come criminali da guardie a cavallo.
Personalmente sono tra coloro che sperano in una Europa più unita (e meno servizievole verso interessi altrui) ma vorrei che la si smetta con quella doppia morale che, continuando su questa strada, mi spingerebbe a dover cambiare idea.
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