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Eclissi lunare di venerdì, ecco perché è chiamata la più lunga degli ultimi 580 anni

© Sputnik . Vladimir SergeevLuna durante un'eclissi su Sochi, Russia
Luna durante un'eclissi su Sochi, Russia - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
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All’alba di venerdì è preannunciata un’eclissi straordinaria, definita la più lunga degli ultimi 580 anni. Ma ci sono alcune cose che i neofiti appassionati di astronomia è bene che sappiano, se non vorranno rimanere delusi.
Per prima cosa è bene sapere che dall’Italia sarà quasi impossibile vedere questo spettacolo. In Italia del sud è escluso categoricamente, in Sardegna, Toscana e Italia del Nord qualcosina, forse, ma bisogna considerare alcune cose:
La Luna sarà molto bassa all’orizzonte;
L’eclisse sarà nella sua fase di penombra e non al suo culmine;
Dall’altra parte, il Sole starà già sorgendo, quindi sarà una corsa contro il tempo.
Quindi, forse, all’alba, se risiedete nel Nord-Ovest o in Sardegna e se il cielo sarà limpido. In ogni caso, il fenomeno non sarà nella sua fase cruciale. Al contrario, la posizione migliore per l’osservazione saranno le isole Hawaii, ma andranno bene anche tutto il Nord America, Siberia Nord-orientale e Oceano Pacifico. Da quelle parti, il fenomeno sarà completo. Niente in Africa, a parte la costa nord-atlantica, niente Medioriente e niente anche nella Russia europea, a parte forse Carelia e Komi.
Altra piccola delusione – non è un’eclissi totale. Trattasi infatti di eclissi parziale, anche se di fatto, quasi totale, in quanto la Luna sarà coperta al 97%.

Ma come fa un’eclissi parziale ad essere la più lunga negli ultimi 580 anni?

Per logica, se il satellite si eclissa non completamente, significa che non passa proprio al centro del cono d’ombra lasciato dalla Terra in transito di fronte al Sole. Quindi, come fa una traiettoria più corta (la traiettoria più lunga per passare attraverso un cerchio è sempre il suo diametro) a impiegare più tempo?
Una spiegazione potrebbe essere il fatto che la Luna, in questo momento, si trova al suo apogeo rispetto alla Terra. Cioè, si trova alla sua distanza massima. Sappiamo infatti che il nostro satellite segue un’orbita non perfettamente circolare intorno a noi, ma piuttosto ellittica. In media essa è pari a 384mila chilometri, ma, quando è al perigeo, la distanza è di 362.600 chilometri, quando è all'apogeo, è 405.400 chilometri. Essendo più lontana, ha un cono d’ombra più ampio da attraversare. Infatti questo è un fattore importante, che aumenta la durata dell’eclissi.
Ma quei 40mila chilometri di differenza sono più determinanti di una traiettoria che passa perfettamente al centro del cono d’ombra e ne traccia l’intero diametro? No, non lo sono. Infatti, come spiega l’astrofisico Gianluca Masi in post pubblicato sul suo profilo Facebook specificatamente per chiarire l’equivoco, non è vero che questa è in assoluto l’eclissi di Luna più lunga degli ultimi 580 anni.
Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project (VTS) che trasmetterà in diretta streaming l'evento, svela l’arcano in maniera molto semplice – questa è l’eclissi parziale di Luna più lunga degli ultimi 580 anni, poi ci sono le eclissi totali, quelle appunto che centrano in pieno il cono d’ombra e se lo percorrono tutto.
Tra queste, solo in questo secolo, ve ne sono state già due più lunghe, quella del 9 novembre del 2003, circa un minuto più lunga, e quella straordinaria del 27 luglio 2018, quando non solo il nostro satellite naturale centrò perfettamente il cono d’ombra, ma si trovava anche all’apogeo. In quell’occasione, che per altro fu visibile dall’Italia, solo la fase di eclissi totale, durò 1 ora e 43 minuti, di poco al di sotto del limite massimo teorico di durata di un'eclissi lunare, che è di 1 ora e 47 minuti. Allora, la stima della durata della fase di penombra fu di quattro ore, ben più delle 3 ore e 28 minuti stimati per l'eclissi di venerdì.
Ad ogni modo, sappiate che prima o poi capiterà un’altra eclissi totale di Luna, all’apogeo, che passerà proprio sopra l’Italia, in piena notte, e con il cielo limpido. Prima o poi.
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