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Blitz della polizia contro no-vax e no-pass: 29 perquisizioni

© Sputnik . Eliseo BertolasiManifestazione No Green Pass a Milano
Manifestazione No Green Pass a Milano - Sputnik Italia, 1920, 18.11.2021
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Nuova operazione nei confronti dei membri di gruppi no-vax e no-green pass attivi sui canali Telegram, ritenuti colpevoli di minacce nei confronti di medici e istituzioni.
Blitz della polizia e perquisizioni a raffica su tutto il territorio italiano nei confronti di appartenenti a gruppi della galassia no-vax e no-green pass. Sono 29 in tutto le perquisizioni effettuate a carico di altrettanti indagati, attivi sui canali Telegram, ritenuti responsabili di minacce e azioni violente.
Dovranno rispondere di reati che vanno, a seconda delle diverse singole posizioni, dalla costituzione e partecipazione ad associazione segreta, all'istigazione, all'interruzione di pubblico servizio e all'associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti.
L'operazione ha coinvolto la Polizia Postale e dalla Digos di Genova. In particolare, 24 perquisizioni sono state disposte dalla Dda della Procura della Repubblica di Genova. Altre 5, invece sono state eseguite dalla Digos di Firenze a carico di presunti attivisti del movimento "V_V", ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti e altri reati.

Le minacce a Bassetti

Le indagini sono state avviate per identificare gli autori di minacce rivolte ad esponenti delle istituzioni regionali e a medici. Nei giorni scorsi era stato proprio Matteo Bassetti, primario di malattie infettive al San Martino di Genova, a denunciare su Facebook le minacce ricevute dai no-vax.
"A Morte Bassetti. Questa la scritta comparsa ieri su un autobus dell’AMT di Genova. Qualcuno poi ha messo una riga e messo un W. Magra consolazione", aveva scritto Bassetti, chiedendo il pugno duro nei confronti dei violenti.

Il reclutamento sui social

Dalle indagini sono emerse le modalità di reclutamento degli attivisti, che avvenivano sui social. La propaganda per fare proseliti avveniva su Facebook, dove i nuovi affiliati venivano avvicinati e indirizzati sui canali Telegram.
Qui prendevano il nome di Guerrieri ViVi e, su canali pubblici, veniva loro assegnata una matricola. Il coordinamento, invece, avveniva su canali segreti.
I membri dei gruppi erano indotti a compiere azioni violente o di sabotaggio contro i centri vaccinali, pubblicare in maniera coordinata, ad orari prestabiliti, post denigratori che prendevano di mira medici, scienziati, politici e giornalisti. Un programma a parte era stato ideato per i medici, insegnanti e appartenenti alle forze dell'ordine no-vax.
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