Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Monti e quel 2012-2013: “Analogie con Draghi, ma il dialogo con i leader potrebbe essere nocivo”

© Sputnik . Алексей Дружинин / Vai alla galleria fotograficaMario Monti
Mario Monti - Sputnik Italia, 1920, 17.11.2021
Seguici su
L’ex premier ricorda la sua esperienza in un governo di unità nazionale e gli incontri con i partiti, che, nel suo caso, erano “indispensabili”.
Mario Monti racconta, in una lettera al direttore de La Stampa, quelle che, secondo lui, sono le analogie del suo governo con l’esecutivo di Mario Draghi, ma anche quelle che sono, a suo modo di vedere, le differenze sostanziali, che possono scaturire da un contesto cambiato e, forse, maturato.
In particolare, a proposito della proposta del segretario del Pd Enrico Letta che i capi dei partiti che sostengono il governo Draghi si incontrino per concordare una linea comune per difendere la legge di bilancio in Parlamento, Monti sottolinea: “Può darsi che oggi, in un contesto che presenta singolari analogie ma anche molte differenze rispetto a dieci anni fa, ciò che allora fu naturale e indispensabile, non sia utile e magari sia nocivo”.
Il dialogo, quindi, che fu “indispensabile” per Monti, in questo caso potrebbe non portare i dovuti e auspicati vantaggi per l’attuale inquilino di Palazzo Chigi.

Le analogie e le differenze

Monti, nella lunga lettera, parla delle comunanze tra il suo esecutivo e quello dell’ex governatore di Bankitalia e Bce.
“Entrambi i governi, di grande coalizione, hanno fruito di larghissimo appoggio parlamentare, raccogliendo la fiducia, e in seguito i voti, di tutti i principali partiti con un’eccezione (la Lega nel mio governo, Fratelli d’Italia nel governo Draghi)”, spiega.
La prima differenza, però, arriva sulla durata: “Quello di dieci anni fa aveva di fronte a sé solo un anno e tre mesi prima del termine naturale della legislatura. Il governo Draghi, con un orizzonte di due anni e un mese al momento della nascita, ha ancora davanti a sé un anno e quattro mesi”.
In entrambi i casi c’era di mezzo la fine del settennato del presidente della Repubblica, allora Napolitano, oggi Mattarella, che “sta già polarizzando l’attenzione del mondo politico”.

Il dialogo e i partiti senza ministri

Un’altra grande differenza dei due governi, per Monti, è che, mentre nell’esecutivo Draghi i partiti hanno i loro ministri, nella squadra dell’ex commissario UE i leader di Pd e Pdl si erano tirati fuori.
“Il dialogo con i partiti, indispensabile per avere i voti in Parlamento, non poteva avvenire attraverso questo o quel ministro, che a sua volta dialogasse con il capo del suo partito. Dovevo necessariamente vederli io”.
Monti racconta, quindi, dei colloqui separati con Berlusconi e Bersani. “Dopo qualche mese, scelsi un tema bipartisan, l’Europa, e su quello ‘imposi’ loro di... maturare un po’ e di venire insieme. Devo dire che il metodo funzionò (al netto delle per me intollerabili nuvole emesse dai sigari di due dei tre tra Alfano, Bersani e Casini)”.
“Vedendo la politica di oggi, trovo davvero notevole che i diversi partiti della maggioranza di allora abbiano consapevolmente accettato ognuno la sua parte di sacrifici a carico dei propri elettori”, conclude.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала