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Iran aumenta le riserve di uranio arricchito al 60% - Bloomberg

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaIran, la centrale nucleare di Bushehr
Iran, la centrale nucleare di Bushehr  - Sputnik Italia, 1920, 17.11.2021
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L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) ha riferito che l'Iran ha aumentato le riserve dell'uranio arricchito al 60% fino a 17,7 chilogrammi, riporta l'agenzia Bloomberg, citando il rapporto trimestrale dell'agenzia.
A settembre, l'IAEA aveva riferito che le riserve dell'uranio arricchito al 60% in Iran ammontava a dieci chilogrammi.
Il Piano d'azione congiunto globale (JCPOA), comunemente noto come l'accordo sul nucleare iraniano, prevede l'arricchimento dell'uranio nel Paese al 3,67%.

Stando al nuovo rapporto, le riserve di uranio arricchito al 20% in Iran sono pari a 113,4 chilogrammi (rispetto a 84,3 chilogrammi a settembre). Le riserve di uranio arricchito al 60% ora ammontano a 17,7 chilogrammi (10 chilogrammi a settembre).

Secondo i dati dell'agenzia, il 14-16 novembre, l'Iran ha dato l'accesso ad un ispettore dell'IAEA ad uno stabilimento in cui presumibilmente erano in corso attività nucleari. Bloomberg osserva che i risultati della visita sono "in corso di valutazione".
L'IAEA ha anche espresso la sua preoccupazione per il fatto che "materiale nucleare è stato identificato in tre siti non dichiarati e che l'ubicazione attuale di questo materiale non è nota all'agenzia".

"Il mancato coinvolgimento significativo dell'Iran nella volontà di risolvere questi problemi non permette di fare progressi nel chiarire le domande dell'agenzia", ​​cita Bloomberg una dichiarazione dell'IAEA.

In precedenza, i governi di Germania, Francia e Gran Bretagna avevano espresso preoccupazione per i dati riferiti dall'IAEA, secondo cui l'Iran avrebbe prodotto uranio metallico arricchito al 60% ed avrebbe ampliato notevolmente la capacità di produzione dell'uranio arricchito fino al 60%.
Trattative a Vienna sul programma nucleare dell'Iran - Sputnik Italia, 1920, 10.11.2021
Trattative sul nucleare iraniano, Teheran: accordo sul nucleare c'è già, parleremo di sanzioni USA
Il Piano d'azione congiunto globale è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea. L'accordo prevedeva la revoca delle sanzioni nei confronti dell'Iran, in cambio di restrizioni al programma nucleare iraniano, come garanzia che Teheran non avrebbe ottenuto armi nucleari.
Nel maggio 2018, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale di Washington dal JCPOA, reimponendo rigide sanzioni economiche nei confronti di Teheran. La Repubblica islamica ha annunciato che avrebbe gradualmente smesso di rispettare gli obblighi del JCPOA, compresi quelli relativi all'arricchimento dell'uranio, come misura di rappresaglia.
A Vienna sono in corso di svolgimento le trattative per ripristinare l'accordo sul nucleare e annullare le sanzioni USA. Lo scorso 20 giugno si è concluso il sesto giro di negoziati. Per alcuni mesi, le parti non sono riuscite a decidersi sulla seguente serie di incontri, ma, lo scorso 3 novembre, Teheran e Bruxelles hanno annunciato di aver concordato una data. La prossima riunione si terrà il 29 novembre.
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