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Papa Francesco ai rifugiati: siete la speranza per un 'noi' sempre più grande

Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
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Salutando i rifugiati del Centro Astalli di Roma, gestito dai Gesuiti nei suoi primi 40 anni di vita, papa Francesco fa un parallelo tra la loro vita e quella del popolo ebreo che vaga nel deserto per 40 anni prima di entrare nella terra promessa.

“Quaranta, nella Bibbia, è un numero significativo che ha molti rimandi, ma certamente pensando a voi mi viene in mente il popolo di Israele che per 40 anni cammina nel deserto, prima di entrare nella terra della promessa. Liberato dalla schiavitù ha impiegato il tempo di una generazione per costituirsi come popolo, con non poche difficoltà. Anche gli ultimi quarant'anni della storia dell'umanità non sono stati un progredire lineare: il numero delle persone costrette a fuggire dalla propria terra è in continua crescita”, dice il papa.

Il Papa definisce la costruzione di muri anti-migranti un ritorno al passato.
“La storia in questi ultimi decenni ha dato segni di un ritorno al passato: i conflitti si riaccendono in diverse parti del mondo, nazionalismi e populismi si riaffacciano a diverse latitudini, la costruzione di muri e il ritorno dei migranti in luoghi non sicuri appaiono come l'unica soluzione di cui i governi siano capaci per gestire la mobilità umana. In questi quaranta anni e in questo deserto, tuttavia ci sono stati segni di speranza che ci permettono di poter sognare di camminare insieme come un popolo nuovo verso un noi sempre più grande”, aggiunge.
E poi, partendo dal tema del deserto, Francesco ricorda come i rifugiati debbano spesso scontrarsi “con un deserto di umanità”.
“Sapete cosa significhi vivere senza libertà e diritti, assistete inermi mentre la vostra terra inaridisce, la vostra acqua si inquina e non avete altra possibilità se non quella di mettervi in cammino verso un luogo sicuro in cui realizzare sogni, aspirazioni, in cui mettere a frutto talenti e capacità. Purtroppo il mettersi in cammino non ha costituito in molti casi una vera liberazione, troppo spesso vi scontrate con un deserto di umanità, con un'indifferenza che si è fatta globale e che inaridisce le relazioni tra gli uomini”, conclude.

La situazione al confine tra Bielorussia e Polonia

La situazione al confine tra Bielorussia e Polonia è peggiorata lunedì, quando diverse migliaia di migranti si sono ammassati a ridosso delle recinzioni del valico di frontiera con l'intenzione di raggiungere la Germania.
Rifugiati dal Medio Oriente, comprese donne con bambini, si sono radunati vicino al valico di frontiera vicino al villaggio di Bruzgi l'8 novembre. Le forze dell'ordine polacche non permettono di farli entrare nel loro territorio. Le autorità bielorusse affermano che nella zona ci sono oltre 2mila migranti.
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