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Guanto di sfida a Renzi da parte di M5S, che accetta e rilancia: pronto a una diretta TV

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
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L'M5S pone ben 13 domande a Renzi sull'inchiesta Open, sul conflitto di interessi, ma anche in merito al ritiro della concessione ad Autostrade S.p.a. per il crollo del ponte Morandi.
Entra nel vivo la polemica tra i due schieramenti politici, che vede da un lato distribuiti sul campo Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Conte, e dall'altro il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
L'M5S ha posto 13 domande a Matteo Renzi, che spaziano dai rapporti del leader con l'Arabia Saudita alla votazione sul ddl Zan, cui il leader di Italia Viva non ha presenziato.
Matteo Renzi si è dichiarato disposto ad un confronto TV con il M5s per rispondere punto per punto e per sciogliere i nodi sollevati dal partito di Conte.
Il Movimento 5 Stelle ha sottolineato in una nota che le domande in questione sono state poste "nell’interesse di tutti i cittadini. Su questi aspetti il Movimento non è disponibile ad arretrare di un millimetro. Per noi la politica, in via primaria e imprescindibile, è questione di rispetto della dignità delle persone e di 'disciplina e onore'. In definitiva, è questione di 'etica pubblica'. Senza coscienza morale, il nostro Paese non ha futuro".
© Clara StatelloGiuseppe Conte
Giuseppe Conte - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
Giuseppe Conte
In dettaglio, le 13 domande hanno toccato:
L'ipotesi di scuola, dove la parola scuola sta per "progetto mirato a creare una struttura di propaganda antigrillina", riferendosi alla polemica recente su un presunto progetto del leader di Italia Viva di creare una vera e propria struttura proprio contro il Movimento 5 Stelle; dal testo della domanda: "Ma a che tipo di 'scuola' e di 'offerta didattica' lei e i suoi collaboratori vi siete dedicati?";
Sempre sul tema: "Questo progetto, già a una prima lettura, presenta una quantità impressionante di profili di illiceità (investigatori privati, siti anonimi, server sottratti alla legge italiana, diffusione di notizie false e diffamatorie, etc.). Come mai lei, all’epoca segretario del Partito democratico, anziché prendere le distanze da questo inquietante progetto lo inoltrò, via iphone, senza alcun commento, a un altro suo collaboratore, ingenerando – oggettivamente – l’equivoco che la sua intenzione fosse di dar seguito a questo progetto?";
Le domande 3 e 4 si riferiscono ancora al tema e chiedono al leader di Italia Viva, innanzitutto, perché abbia ancora recentemente espresso la sua "stima" nei confronti del giornalista che aveva elaborato il progetto, poi il M5S chiede in modo più esplicito: "Il progetto prevedeva di far 'riprendere dai media tradizionali' questa campagna denigratoria grazie a 'una serie di interlocutori, nei giornali e nelle tv, con cui costruire un rapporto personale e fiduciario'. Non ritiene di doversi scusare con il Movimento 5 Stelle e con le persone che il piano da lei ricevuto e trasmesso si proponeva di 'distruggere' e 'diffamare'?";
Ancora una volta sulla vicenda, e con toni che infiammano sempre più l'arena politica e la discussione in atto, alla domanda numero 5: "Come spiega la mail inviata a un suo stretto collaboratore che conterrebbe l’indicazione di conoscere le scalette e di indirizzare i contenuti delle tv? Può inoltre spiegare i contenuti dell’'accordo' – di cui si parla nelle carte dell’inchiesta – tra il suo ex-portavoce Agnoletti e Orfeo e dell’'accordo' per Mediaset? Può spiegare il significato dell’espressione 'dare uno sguardo particolare su Gruber, Floris, Formigli, Giletti, Minoli'? Le paiono comportamenti consoni a un ex premier nonché leader di un partito e rispettosi della libertà di informazione? Le paiono accordi compatibili con incarichi dirigenziali nel servizio pubblico radiotelevisivo?";
Alla domanda numero 6, il tema si sposta leggermente, introducendo importanti dettagli di inchiesta, da cui risulterebbe che nel marzo 2017 il coordinatore della comunicazione per Matteo Renzi aveva inviato una mail in cui si parlava in modo esplicito di ben 16 persone a gestire 128 account, i quali postavano "contenuti denigratori nei confronti dell'M5S", come riporta Fanpage. "Ora che si scopre che queste iniziative venivano elaborate e discusse dai suoi collaboratori: intende prendere le distanze da loro e, nel caso in cui lavorino ancora con lei, intende allontanarli oppure certe condotte sono censurabili soltanto se attribuite ad altri?";
Sulla vicenda dei compensi ricevuti dal governo Saudita, la numero 7: "Lei è stato componente in questa legislatura della Commissione Difesa e poi Esteri del Senato: come può un parlamentare garantire i cittadini italiani di difendere i loro interessi se si lascia finanziare da governi esteri?";
Alla numero 8, il ddl Zan: "Lei, a parole, ha mostrato di avere a cuore le battaglie per i diritti civili. Le sembra coerente con queste dichiarazioni la sua assenza al momento del voto sul ddl Zan, in Senato, motivata da una ennesima trasferta in Arabia Saudita?";
Sulla chiusura della fondazione Open, la numero 9: "Le carte dell’inchiesta testimoniano l’urgenza di chiudere la fondazione Open entro il 31 gennaio 2019 in modo da evitare l’applicazione della legge Spazzacorrotti (n. 3/2019), fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Per quale ragione eravate così preoccupati sino a preferire la liquidazione affrettata di Open, che ha portato ad accertare una perdita ingente e a rinunciare ai fondi residui del Comitato per il sì al referendum?";
Conflitto di interessi e l'intento di far approvare dal Parlamento da parte dell'M5S una più stringente normativa sul conflitto di interessi, nella fattispecie con il divieto di ricevere finanziamenti stranieri per i parlamentari italiani, intento su cui si chiede se il leader di Italia Viva si trovi d'accordo o se intenda invece ostacolare il disegno di legge dei pentastellati;
Sulla vicenda del Ponte Morandi di Genova, e sul ritiro conseguente della concessione alla holding Autostrade per l'Italia, controllata dai Benetton, alla numero 11, dove si chiedono al parlamentare di Italia Viva ragguagli su un finanziamento incassato da Alessandro Benetton: "(..)Come mai, nel 2019, ha invece accettato un finanziamento da Alessandro Benetton, membro del Cda di Edizione Holding? Non ha ritenuto quantomeno inopportuno ricevere somme dai Benetton a procedura ancora aperta? E perché non avvertì il bisogno di informare i suoi elettori di questo bonifico, visto che si era vantato del contrario?";
Su finanziamenti e vicenda Open, la domanda numero 12: "Lo stesso discorso vale per i finanziamenti a Open da parte di alcuni gruppi imprenditoriali, che per l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura di Firenze sarebbero illeciti e addirittura corruttivi, in quanto seguiti da provvedimenti normativi favorevoli ai soggetti finanziatori. Il procedimento penale avrà il suo corso e lei avrà le più ampie possibilità di far valere le sue ragioni. Ma non crede che questi comportamenti rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella classe politica? Non pensa che l’etica pubblica sia un valore da preservare, a prescindere dalla sfera della responsabilità penale?";
Sul suo conto corrente infine, l'ultima domanda, dove il Movimento chiede a Renzi il perché non abbia ritenuto doveroso informare i propri elettori circa il "lievitare dei propri conti correnti", accuse che risultano davvero molto pesanti: "Nel gennaio del 2018, durante la trasmissione TV Matrix, esibì ai telespettatori il suo estratto conto di circa 15.000 euro, affermando testualmente: 'Se volete fare i soldi, non fate politica… Se vuoi fare i soldi vai nelle banche d’affari, prendi i contratti milionari che ti offrono, non ti metti a fare il politico. Chi fa il politico ha questi conti correnti, non ne ha altri. Se ne ha altri c’è qualcosa che non torna… Io sulla trasparenza non faccio sconti a nessuno … Mi piacerebbe che per trasparenza tutti quelli che fanno politica presentassero anche tutti i conti correnti, dove li hanno e come tirano fuori i soldi'. Perché oggi si lamenta che nelle carte dell’inchiesta in corso siano stati acquisiti alcuni finanziamenti che risultano dal suo estratto conto? Perché non ha avvertito l’esigenza, per il principio di trasparenza da lei stesso più volte invocato, di informare i suoi elettori, man mano che i suoi conti correnti lievitavano con ogni sorta di introiti?"
Numerosi i temi toccati, in definitiva, a cui il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha subito risposto con una contro-sfida:
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