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Gas lacrimogeni e idranti contro i migranti al confine con la Bielorussia - Video

© Sputnik . Viktor TolochkoRespingimenti dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia
Respingimenti dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
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I profughi al confine tra Bielorussia e Polonia hanno preso d'assalto le barricate ed hanno iniziato a lanciare pietre contro le forze dell'ordine polacche, secondo il corrispondente di Sputnik. La polizia polacca ha usato gas lacrimogeni e un cannone ad acqua contro i migranti.
Dopo l'intervento delle forze antisommossa polacche, i migranti sono tornati al loro accampamento tra il confine polacco-bielorusso. Secondo il corrispondente di Sputnik, i gas lacrimogeni delle forze di sicurezza polacche finisco anche direttamente sull'accampamento dei migranti, che lì si mostrano pacifici, e hanno colpito anche i bambini.
La situazione al confine tra Bielorussia e Polonia è peggiorata lunedì, quando diverse migliaia di migranti si sono ammassati a ridosso delle recinzioni del valico di frontiera con l'intenzione di raggiungere la Germania.
Rifugiati dal Medio Oriente, comprese donne con bambini, si sono radunati vicino al valico di frontiera vicino al villaggio di Bruzgi l'8 novembre. Le forze dell'ordine polacche non permettono di farli entrare nel loro territorio. Le autorità bielorusse affermano che nella zona ci sono oltre 2mila migranti.
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha annunciato oggi che intende discutere della crisi migratoria con il capo di Stato russo Vladimir Putin. Ieri la cancelliera ad interim tedesca Angela Merkel ha parlato con Lukashenko della crisi migratoria.
In precedenza, il presidente russo aveva affermato che Mosca sarebbe stata pronta ad intervenire per risolvere la crisi migratoria al confine tra Polonia e Bielorussia, se fosse stata nelle condizioni di fare qualcosa. Ma Putin ha anche sottolineato che la crisi è stata provocata dai Paesi occidentali, per ragioni politiche, militari ed economiche. Il presidente russo ha inoltre osservato che Mosca non ha alcuna responsabilità per la situazione.
L'Unione Europea accusa la Bielorussia di aver organizzato una crisi migratoria ai suoi confini. Minsk respinge le accuse. Lukashenko ha già detto che il suo Paese non è in grado di arginare il flusso migratorio, perché "non ha né i soldi né la forza" per le sanzioni europee contro la Bielorussia a seguito delle elezioni presidenziali contestate da Bruxelles, in cui Lukashenko è stato rieletto.
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