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Arrestato per traffico internazionale di armi l'uomo che voleva "colpire" Salvini

Matteo Salvini  - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
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Dopo l'archiviazione dell'indagine sulle minacce all'allora ministro dell'Interno, Fabio Del Bergiolo, ex ispettore delle Dogane, è stato condannato a 15 anni per traffico internazionale di armi.
Era stato accusato di avere un piano per "uccidere” l’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Ma il missile terra-aria Matra che deteneva, in realtà, era obsoleto e inoffensivo. Così l’indagine a carico di Fabio Del Bergiolo, 62 anni, ex ispettore delle Dogane e candidato in passato in Senato con Forza Nuova, era stata archiviata.
Lo stesso indagato, però, è stato condannato con il rito abbreviato dal Tribunale di Busto Arsizio a 15 anni per traffico di armi. L’inchiesta che ha portato alla condanna dell'uomo parte da una precedente indagine, iniziata nel luglio del 2019, dopo la segnalazione dell'intelligence su un presunto attentato organizzato ai danni del leader della Lega da un gruppo di “nazionalisti ucraini”.
A finire in manette erano stati Del Bergiolo e altre due persone. Gli inquirenti, inoltre, avevano scoperto un vero e proprio arsenale. Compreso il missile Matra, che l'ex dipendente delle Dogane voleva vendere per 470mila euro, come ricorda il Corriere della Sera.
Secondo il pm che ha presentato la richiesta di archiviazione, il siluro, “pur originariamente classificabile come arma da guerra”, sarebbe stato “sottoposto a procedure di disattivazione in altro Paese” e divenuto di conseguenza “inidoneo a recare offesa alla persona, nonché insuscettibile di ripristino”.
Il 62enne si è sempre difeso dichiarando di essere un collezionista. Ma le indagini ulteriori della Questura di Varese, come si legge sull’Ansa, avrebbe in realtà portato avanti fino al 2020 un traffico di armi destinate a teatri di guerra stranieri, come Afghanistan, Iraq e Georgia.
Tra queste ci sarebbero mitragliatori, kalashnikov, granate e revolver. Secondo quanto si apprende da Fanpage, che cita fonti vicine all’inchiesta, la compravendita avveniva direttamente all’estero.
Ad incastrare Del Bergiolo sono stati gli agenti della Digos, che hanno scoperto il traffico attraverso le intercettazioni portate avanti con virus Trojan, gps, registrazioni ambientali, e pedinamenti.
Accertamenti portati avanti dopo che i poliziotti avevano notato la capacità del 62enne di gestire “contatti e traffici” avvalendosi della complicità di alcuni pregiudicati residenti in Lombardia.
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