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Allerta per l'aviaria in Europa e Asia, in Cina i primi casi di trasmissione all'uomo

© Sputnik . Kirill Braga / Vai alla galleria fotograficaPolli di allevamento
Polli di allevamento - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
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Dall'Italia alla Norvegia si moltiplicano i focolai negli allevamenti avicoli. E in Cina aumentano i casi di infezione nell'uomo.
Nelle ultime settimane i casi di virus H5N1 si moltiplicano negli allevamenti avicoli italiani, con decine di migliaia di esemplari sequestrati e abbattuti.
I focolai sono decine in tutta la Penisola, da Roma a Verona, passando per l’Emilia Romagna. Ma il virus dell’influenza aviaria si sta diffondendo a macchia d’olio anche nel resto d’Europa e in Asia, dove si è già verificato lo passaggio dagli animali all’uomo.
È successo in Cina, dove a metà ottobre sono stati segnalati i primi casi di infezioni umana. Finora, secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, sono circa 21 i contagiati con il sottotipo H5N6 nel Paese. Più di quelli registrati in tutto il 2020. Un dato che preoccupa gli esperti. Il ceppo che circola quest’anno, secondo molti, potrebbe essere più infettivo rispetto ai precedenti.
L’allarme arriva anche dall’Organizzazione mondiale per la salute degli animali, l’Oie. Il virus è arrivato nel nostro Paese attraverso gli uccelli migratori, ma un maxi focolaio che ha colpito 7mila esemplari è scoppiato anche nella regione di Rogaland, in Norvegia, mentre una variante altamente patogena è stata identificata in un’oca selvatica nei pressi di Anversa, in Belgio. Per questo, il governo locale ha chiesto agli allevamenti di tenere il pollame al chiuso.
Ambulanza a Pechino - Sputnik Italia, 1920, 23.07.2021
In Cina segnalati 3 contagi da influenza aviaria H5N6, c'è anche un decesso
Lo stesso è stato deciso in Francia e nei Paesi Bassi. In Corea del Sud, invece, ad essere infettati sono stati 770mila polli a Chungcheongbuk-do. Tutti gli animali sono stati abbattuti.
È allarme anche in Giappone, dove è stato isolato un ceppo del virus particolarmente infettivo, l’H5N8, in un allevamento di circa 11mila galline ad Izumi City, nel sud ovest del Paese.
La stessa variante è stata registrata in Russia, in un caso di trasmissione dall’animale all’uomo segnalato all’organizzazione mondiale della Sanità.
Il Giappone ha temporaneamente sospeso l’esportazione di carne di pollo e uova a seguito della scoperta del primo focolaio dell’epidemia, anche se, hanno ricordato dal ministero della Salute, il consumo di carne di animali infetti non pone rischi per l’uomo.
Tuttavia, l’industria del pollame è in allerta, visto che le epidemie precedenti hanno portato all’abbattimento di decine di milioni di volatili e a restrizioni commerciali che ora rischiano di minare la ripresa post-Covid, soprattutto in vista delle festività natalizie.
Gli esperti di casa nostra, però, rassicurano sul fatto che la trasmissione dall’animale all’uomo rappresenta una eventualità rara.
Galline in una fabbrica russa - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
Allarme influenza aviaria in Italia: focolai in diversi allevamenti di pollame
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