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Toto Quirinale, Rosy Bindi sogna una donna presidente della Repubblica. Sarà lei?

Il Palazzo del Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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Mancano ancora alcuni mesi all’elezione del presidente della Repubblica, tuttavia, più si avvicina la data e più il toto nomi impazza.
E sono in molti a essere assediati dai cronisti, i quali sistematicamente sfuggono, si scherniscono, ringraziano ma rifiutano il pensiero di diventare Capo dello Stato.
Rosy Bindi, ad esempio, ha ringraziato per l’accostamento del suo nome alla prima carica dello Stato, ma ha detto di essere serena perché sicuramente lei nella rosa ufficiale dei nomi fatta da quelli che contano, non c’è.

“Siccome so che non accadrà, non sono neanche accompagnata dalla preoccupazione e dai polsi che tremano solo all’idea di dover ricoprire una responsabilità così alta”, dice l’ex ministro in una intervista rilasciata al quotidiano La Stampa.

Rosy Bindi, però, una donna al Quirinale la vedrebbe bene. E chi Marta Cartabia?
Intanto lei si dice sicura che Silvio Berlusconi non possa rivestire il ruolo a cui viene candidato:
“Credo che anche chi lo sta proponendo sappia che è necessario un profilo del presidente della Repubblica non sovrapponibile alla persona e alla storia di Silvio Berlusconi”, afferma.
E quindi tornando a una donna come presidente della Repubblica, Bindi dice che i suoi “appelli in tal senso” ripetuti da anni “fino alla noia”, siano “un’anomalia” e che “prendere in considerazione questa ipotesi” dovrebbe essere normale.

Mattarella bis

Rosy Bindi concorda anche con Sergio Mattarella di essere indisponibile ad un secondo mandato. E l’attuale presidente ha messo una pietra tombale sulla sua rielezione “alla Napolitano”, quando ricordando la figura di Giovanni Leone (ex presidente della Repubblica), ha sottolineato come questi già sul finire degli anni ‘70 dello scorso secolo invitò a vincolare il Capo di Stato a un solo mandato.

Draghi al Quirinale

Per quanto riguarda l’elezione di Mario Draghi al Quirinale, Bindi fa presente che si tratterebbe per l’Italia di una novità sul piano istituzionale che non si è mai verificata prima.
Non esiste nessuna norma costituzionale o legge, che vieti al presidente del Consiglio in carica di essere eletto presidente della Repubblica, ma per Bindi questo “darebbe vita ad una nuova prassi costituzionale che richiederebbe grande equilibrio. Sarebbe un passaggio inedito e non si deve rischiare di approdare a un semipresidenzialismo di fatto: quando sento dire da Giorgetti che Draghi guiderebbe il convoglio anche da lì, penso che ciò non debba accadere. La Costituzione formale non deve essere alterata dalla Costituzione materiale”.
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