Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Svezia, l'epidemiologo di Stato attribuisce agli immigrati la causa dell’alto numero di morti COVID

CC0 / / Gamla Stan, a Stoccolma, in Svezia
Gamla Stan, a Stoccolma, in Svezia - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
Seguici su
L'epidemiologo di stato svedese Anders Tegnell, l'uomo dietro la controversa strategia di non blocco per affrontare il COVID-19, ha difeso l’approccio scelto attribuendo all’alta percentuale di immigrati la causa dell’anomala incidenza di morti per coronavirus nel Paese rispetto ai sui vicini scandinavi.
Mentre il bilancio delle vittime della pandemia in Svezia, oltre 15.000, è superiore a quello dei suoi vicini scandinavi messi insieme, Tegnell ha sostenuto che ciò non sia dovuto all'approccio scelto dalle autorità, ma alla composizione della popolazione e alla quota di immigrati e persone più povere.
“La società svedese è molto diversa da quella norvegese e finlandese. Questo tendiamo a ignorarlo perché condividiamo una lunga storia insieme e abbiamo lingue simili. Tuttavia al COVID non interessano la storia e la lingua, interessano lo status socio-economico, i contesti migratori e gli alloggi sovraaffollati. È qui che la Svezia si distingue dal contesto nordico, ma non tanto dal contesto europeo", ha detto Tegnell al Financial Times.
Con il 25,9 percento, la Svezia ha la percentuale più alta di persone di origine immigrata rispetto ai suoi vicini nordici, dove solo la Norvegia, con il 18,1 percento, ha una proporzione simile.
Tegnell ha rinviato al mittente le accuse di eccessivo lassismo, osservando come sia piuttosto la Norvegia ad aver agito fin troppo duramente contro la diffusione dell'infezione introducendo "misure draconiane".
Pur ammettendo una ripresa dei casi in Svezia, che coincide con un'ondata più ampia che ha travolto l'intera Europa, con le vicine Norvegia e Danimarca che superano i record di infezione quotidiana nonostante gli alti tassi di vaccinazione superiori al 70%, Tegnell ha messo in guardia contro misure generali e blocchi, sottolineando che l'accettazione pubblica ora tali misure non le ammetterebbe più.
Nel 2020, la Svezia aveva fatto notizia a livello internazionale per il suo approccio originale e autonomo nei confronti del coronavirus. Mentre la maggior parte dei paesi occidentali aveva applicato lockdown e introdotto massicce restrizioni, la Svezia inizialmente aveva continuato come prima, con solo una manciata di raccomandazioni in atto e nessun obbligo di sorta. Dopo mesi di tale tipo di approccio, alla fine alcune restrizioni erano state imposte, per poi essere nuovamente eliminate al migliorare della curva pandemica.
Complessivamente, la Svezia, nazione con poco più di 10milioni di abitanti, ha registrato 1,18 milioni di casi di COVID, con quasi 15.100 decessi, di cui la maggior parte di età pari o superiore a 60 anni. Nonostante l'eccesso di morbilità e mortalità, l'approccio svedese è stato elogiato per essere favorevole alle imprese e sostenibile, oltre ad avere un impatto psicologico più accettabile. I critici, d'altra parte, l'hanno etichettato come darwinista, duro ed erroneo, in quanto si basava sull’idea, poi dimostratasi utopica, di poter ottenere l’immunità di gregge in tempi sostenibili.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала