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La pulizia straordinaria di Gualtieri è già un flop: Roma è ancora ricoperta dai rifiuti

© Foto fornita da Francesco FigliomeniEmergenza rifiuti a Roma
Emergenza rifiuti a Roma  - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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Dal centro alla periferia si moltiplicano le proteste per i cassonetti stracolmi. E il piano da 40 milioni di euro lanciato dal nuovo sindaco per ripulire la città non sta dando gli effetti sperati.
Da piazza Navona a Villa Gordiani, dai Parioli a Casal Bruciato, la Capitale è di nuovo invasa dai rifiuti. A strabordare sono cestini o cassonetti, a seconda della zona. Il minimo comun denominatore sono i rifiuti che invadono strade e marciapiedi, tanto che da un quadrante all’altro della Capitale si moltiplicano le segnalazioni da parte dei cittadini esasperati.
In qualche caso si è arrivati pure a gesti estremi, come a Villa Gordiani, dove un gruppo di persone incappucciate ha rovesciato in mezzo alla strada il contenuto dei bidoni della spazzatura per sollecitare l’intervento dell’Ama.
Eppure il primo atto del nuovo sindaco Roberto Gualtieri è stato proprio il lancio di una pulizia straordinaria della città. Per l’intervento, partito all’inizio di novembre e destinato a durare fino alla fine dell’anno sono stati stanziati, come ricorda Il Tempo, 40 milioni di euro. Ma i risultati non si vedono ancora. Da quelli residenziali ai più periferici, i quartieri di Roma restano ricoperti dal pattume.
Il problema, come al solito, sono gli impianti di lavorazione e smaltimento che mancano. E anche le risorse di Ama, la municipalizzata dei rifiuti capitolina, che con il 40 per cento di mezzi fermi non sembra riuscire ad assicurare quei 4mila passaggi aggiuntivi promessi dal nuovo sindaco per smantellare discariche abusive e cumuli di rifiuti accanto ai cassonetti.
"Mettiamo in campo tutti gli strumenti e le risorse possibili affinché Roma possa tornare pulita", assicura l’assessore Dem ai rifiuti, Sabrina Alfonsi, citata dall’Agi. Tra queste c’è l’accordo con Mantova Ambiente per trasferire nella città lombarda 300 tonnellate di rifiuti al giorno fino alla fine del 2022.
In campo, secondo la stessa agenzia di stampa, ci sarebbero anche accordi con la Toscana - ma non è scontato che si concludano - per gli impianti di incenerimento e per il trasferimento dei rifiuti all’estero.
Il nodo dei nuovi Tmb resta cruciale per evitare che il ciclo di smaltimento vada in tilt di continuo. Per ora gli impianti per smaltire le oltre 4.500 tonnellate di rifiuti prodotte ogni giorno dalla Capitale sono tre, quello di Rocca Cencia e i due di Malagrotta. Troppo pochi, come dimostra la cronica emergenza rifiuti che attanaglia la città.
La giunta Raggi aveva deciso di riaprire l'invaso di Albano come discarica di servizio dove accumulare un massimo di 200 mila tonnellate di rifiuti. Ma anche la questione del sito per il conferimento dell'immondizia è spinosa, e finora tutte le proposte sono naufragate per le proteste da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste.
Così il Campidoglio, in attesa di una soluzione strutturale, è costretto a spendere centinaia di milioni di euro l’anno per trasferire i rifiuti di Roma altrove e cercare di liberare le strade dall’immondizia. I risultati, però, restano deludenti.
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