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Julián Carrón si dimette da presidente di Comunione e Liberazione seguendo disposizioni del Papa

© Sputnik . Evgeny UtkinAll'interno della chiesa
All'interno della chiesa - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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Julián Carrón, il presidente di Comunione e Liberazione, associazione cristiano cattolica, si è dimesso dalla sua carica quest’oggi lunedì 15 novembre 2021 riporta in un comunicato stampa ufficiale la stessa Fraternità.
Le motivazioni delle sue dimissioni sono legate alla richiesta di papa Francesco, dello scorso 11 settembre 2021, rivolta a tutti i fondatori e le figure di riferimento che sono a capo o presiedono movimenti cristiano cattolici da lungo tempo.
Il decreto generale dal titolo “Le associazioni di fedeli”, infatti, prevede che “I mandati nell’organo centrale di governo a livello internazionale possono avere la durata massima di cinque anni ciascuno” (art. 1) e che “La stessa persona può ricoprire un incarico nell’organo centrale di governo a livello internazionale per un periodo massimo di dieci anni” (art. 2).
Lo stesso decreto, fa notare Comunione e Liberazione, chiede alle “associazioni nelle quali, al momento della entrata in vigore del presente Decreto, sono conferiti incarichi nell’organo centrale di governo a livello internazionale a membri che hanno superato i limiti di cui agli articoli 1 e 2, debbono provvedere a nuove elezioni entro e non oltre ventiquattro mesi dalla entrata in vigore del presente Decreto” (art. 4).
Da qui il passo indietro di Julián Carrón alla guida di Comunione e Liberazione che guidava dal 2005 dopo la morte del fondatore don Luigi Giussani.
“Don Julián Carrón ha deciso di dimettersi da tale carica, per favorire da subito il processo di cambiamento richiesto alle associazioni internazionali di fedeli riconosciute dalla Santa Sede”, si apprende nel comunicato di Comunione e Liberazione.

La lettera di Julián Carrón ai ciellini

Il braccio destro di don Giussani, in una lettera che accompagna il comunicato stampa scrive:
“In questo momento così delicato della vita del movimento, ho deciso di presentare le mie dimissioni da Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, per favorire che il cambiamento della guida a cui siamo chiamati dal Santo Padre ˗ attraverso il Decreto sull’esercizio del governo all’interno dei movimenti ˗ si svolga con la libertà che tale processo richiede. Questo porterà ciascuno ad assumersi in prima persona la responsabilità del carisma”.
L’uomo che ha traghettato i ciellini nel post don Giussani, ai suoi scrive con affetto e calore:
“È stato un onore per me esercitare questo servizio per anni, un onore che mi riempie di umiliazione per i miei limiti e se ho mancato nei confronti di qualcuno di voi. Rendo grazie a Dio per il dono della compagnia di cui ho potuto godere, davanti allo spettacolo della vostra testimonianza quotidiana, da cui ho imparato costantemente e da cui voglio continuare a imparare. Vi auguro di vivere questa circostanza come occasione di crescita della vostra autocoscienza ecclesiale, per poter continuare a testimoniare la grazia del carisma donato dallo Spirito Santo a don Giussani, che rende Cristo una presenza reale, persuasiva e determinante, che ci ha investito e trascinato dentro un flusso di vita nuova, per noi e per il mondo intero”, conclude.
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