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Il presidente di Confidustria Bonomi: "Il tema del nucleare va riaffrontato"

© Raimond SpekkingLa centrale nucleare di Chooz nelle Ardenne Francesi
La centrale nucleare di Chooz nelle Ardenne Francesi - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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Secondo il rappresentante degli industriali italiani il dibattito sul nucleare deve essere riaffrontato: "Oggi le tecnologie sono cambiate"
Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del leader della Lega, Matteo Salvini, anche il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha rilanciato il dibattito sul nucleare di ultima generazione.
“Il tema andrà riaffrontato”, ha detto intervenendo al festival Bergamo Città Impresa. La scelta fatta nel referendum degli anni ’80, ha aggiunto, citato da Askanews, “è stata fatta sulle tecnologie disponibili allora, ma oggi le tecnologie sono cambiate”.
“In Francia il presidente Emmanuel Macron ha annunciato durante un discorso alla nazione l’apertura di nuove centrali nucleari. – ha ricordato Bonomi - Non so se il nucleare è sicuro e pulito ma il dibattito va affrontato”.
Altrimenti, secondo il portavoce degli industriali italiani il nostro Paese rischia di cedere il passo a Parigi e Berlino in termini di competitività, man mano che andrà avanti la transizione ecologica.
Ieri, intervistato dal Corriere della Sera, anche l’ad di Eni, Claudio Descalzi aveva condannato “l'ideologismo sulle tecnologie” definendolo “nemico del raggiungimento dell'obiettivo climatico".
Per raggiungere l’obiettivo della de carbonizzazione, aveva detto, "dobbiamo usare tutti i mezzi appropriati e puliti a nostra disposizione. Le rinnovabili sono fondamentali, ma c'è anche la cattura delle emissioni di CO2 e il sequestro nei giacimenti esausti, ci sono le bioraffinerie, l'economia circolare, sia delle materie organiche che di quelle inorganiche, oltre a tecnologie di realizzazione futura come la fusione nucleare".
"Altrimenti – ha aggiunto usando una metafora - è come se uno dovesse correre i cento metri con le mani e i piedi legati”.

Il dibattito sul nucleare in Europa

La costruzione di reattori di ultima generazione in Italia significherebbe attrarre importanti investimenti. Inoltre, per riuscire a raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050, a Bruxelles da tempo puntano ad includere il nucleare tra le fonti energetiche “pulite”, garantendo sulla sicurezza degli impianti di ultima generazione e sullo smaltimento senza rischi delle scorie.
Non è chiaro, però, se l’energia atomica sarà inserita nella tassonomia verde dell’Ue, che elenca il tipo di investimenti considerati sostenibili per il Green deal.
Alla Cop26 di Glasgow, infatti, i rappresentanti di sei Paesi - Austria, Lussemburgo, Germania, Portogallo, Danimarca e Spagna – hanno chiesto di non includere l’energia atomica fra le fonti sostenibili perché, come riferisce Europa Today, “è incompatibile con il principio di ‘non arrecare un danno significativo' sancito dal regolamento Ue”.
Anche a Bruxelles, insomma, lo scontro è aperto tra i Paesi a favore, capitanati dalla Francia e quelli contrari, con in testa Berlino, che vorrebbero bloccare gli investimenti a favore dell’energia atomica.
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