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Etiopia, ambasciatore afferma che Addis Abeba è sicura: non c'è bisogno di evacuazioni

Tigrè, Etiopia - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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L'ambasciatore etiope negli Stati Uniti Fitsum Arega ha dichiarato a Sputnik che il conflitto nella parte settentrionale del Paese è stato contenuto e non rappresenta una minaccia per la capitale, il che rende inutili le evacuazioni straniere.
"Addis Abeba è sicura e protetta come sempre. Non c'è bisogno di allarmarsi. Le persone stanno vivendo la loro vita normale. Non ha senso sollecitare evacuazioni. Quello che abbiamo visto in altre parti del mondo con persone che si arrampicavano per aggrapparsi agli aerei per fuggire di recente è lungi dall'accadere in Etiopia", ha detto.
La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno esortato i propri cittadini in Etiopia a evacuare immediatamente, sostenendo che i ribelli sono alla periferia della capitale pronti a prendere il sopravvento sul Paese. L'esortazione era arrivata dopo che il parlamento etiope ha dichiarato uno stato di emergenza di sei mesi a livello nazionale mentre i ribelli del Fplt, il Fronte popolare di liberazione del Tigray, hanno minacciato di avanzare nella capitale Addis Abeba. Lo sviluppo ha spinto diversi paesi a iniziare l'evacuazione delle loro missioni diplomatiche.
Washington ha ordinato a tutto il suo personale diplomatico non essenziale e alle loro famiglie di lasciare l'Etiopia.
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Arega ha osservato che gli americani e altri stranieri non si stanno affatto affrettando a lasciare il Paese nel bel mezzo di un appello generale di due settimane per l'evacuazione dei cittadini statunitensi da parte dell'ambasciata ad Addis Abeba.
"I posti sugli aerei commerciali sono sempre disponibili, ma nessuno ha fretta di andarsene, anche se il governo degli Stati Uniti sta cercando di convincere con ogni mezzo possibile, compreso il pagamento del biglietto aereo, gli eventuali passeggeri", ha affermato.
Arega ha sottolineato che l'Etiopia è un grande Paese con 120 milioni di persone. "L'area di conflitto di cui stiamo parlando è limitata alla parte settentrionale. La maggior parte del Paese rimane al sicuro", ha affermato.
Stando alle dichiarazioni di Arega, il governo etiope ha chiarito al corpo diplomatico di Addis Abeba che la loro sicurezza sarà pienamente garantita.

"Il Ministero degli Affari Esteri ha presentato alla comunità diplomatica la dichiarazione dello stato di emergenza e ha fornito piena assicurazione che sarà accordata loro la piena protezione diplomatica. È deplorevole che alcuni cerchino di trasformare la paura e l'allarme in un'arma come pressione strategia in aiuto del Fplt. Ma il Paese tornerà alla normalità nel prossimo futuro", ha affermato.

L'Etiopia settentrionale è stata travolta da un conflitto interno dal novembre dello scorso anno, quando il governo centrale ha accusato il Fplt di aver attaccato una base militare e ha lanciato una controoperazione nel Tigray. Da allora le ostilità sono in corso, nonostante un cessate il fuoco unilaterale annunciato dal governo a giugno.

La questione degli 800 camion

Il governo etiope chiede la restituzione di centinaia di camion, circa 800, dichiarati dispersi dalle organizzazioni umanitarie internazionali dopo aver consegnato aiuti umanitari alla regione del Tigray, ha affermato l'ambasciatore.
"Ci sono stati 1.111 camion di aiuti che sono entrati nella regione del Tigray più di tre mesi fa consegnando cibo e altri rifornimenti, ma solo 242 sono tornati. Il resto è stato requisito dal Fplt per trasportare combattenti terroristi nelle regioni vicine. Stiamo ancora chiedendo quei camion. Sono passati più di tre mesi ormai. Non sono stati più visti", ha dichiarato Arega.

Il diplomatico ha espresso la sua delusione per il fatto che la comunità internazionale deve ancora condannare questa azione che vìola le norme del diritto umanitario, sottolineando che per lo stesso "è giunto il momento che la comunità internazionale prenda posizione su questo e chieda al Fplt di restituire i camion per fornire aiuti".
All'inizio di novembre, l'Etiopia ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per sei mesi, poiché i ribelli del Fplt hanno minacciato di avanzare verso la capitale Addis Abeba. L'Etiopia settentrionale è in preda al conflitto dal novembre 2020, quando il Fplt ha attaccato una base federale etiope nella regione del Tigray.
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