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Deserto di Atacama, qui il “negozio” d’abbigliamento più grande del mondo: una discarica - Video

© Sputnik . Pavel LisitsynUna discarica nei pressi di Ekaterinburg.
Una discarica nei pressi di Ekaterinburg. - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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Ad essere creativamente ironici, lo potremmo definire il negozio di abbigliamento “fast fashion” più grande del mondo quello che è stato costituito nel deserto di Atacama in Cile.
Una enorme discarica di abiti a cielo aperto nella realtà, ma dove pare che non ci finiscano soltanto gli indumenti usati e non più amati da chi prima li teneva nel guardaroba. A quanto pare nel deserto di Atacama ci finiscono anche tonnellate di abiti invenduti, quindi nuovi.
Il quotidiano inglese The Indipendent fornisce i numeri del fenomeno citando l’Afp: 59 mila tonnellate di abiti di seconda mano o totalmente nuovi raggiungono il Cile ogni anno, con provenienza da Cina, Bangladesh, Europa, Asia e Stati Uniti.
Gli indumenti del fast fashion, cioè della moda usa e getta, sono inviati in Cile attraverso il porto di Iquique attraverso la free zone di Alto Hospicio che si trova nel nord del Cile.
Gli indumenti vengono selezionati e in parte rivenduti sul mercato interno e in tutta l’America Latina, mentre il resto, circa 39 mila tonnellate, vengono conferite nella discarica mondiale dell’abbigliamento a cielo aperto del deserto di Atacama.
Una società locale, EcoFibra, sta provando a utilizzare quei capi di abbigliamento come pannelli di isolamento per creare così una economia circolare basata sugli abiti usati o nuovi, non più usati.
Il fondatore di EcoFibra, all’Afp ha però spiegato quale sia il problema degli indumenti del fast fashion: “Il problema è che gli abiti non sono biodegradabili e sono fatti con prodotti chimici, quindi non possono essere ammessi nelle discariche comunali”.
Ecco allora l’abbandono per essere accumulate nel deserto dell’Atacama, il più grande “negozio”/discarica di abbigliamento al mondo.
Il 13 novembre scorso a Glasgow si è conclusa la COP26 sul clima con il risultato di impegnare i paesi a contenere entro gli 1,5 gradi centigradi l'aumento delle temperature globali. Il risultato ottenuto è stato giudicato al di sotto delle attese.
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