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Collasso energetico in Cina, cresce una nuova minaccia per l’economia globale

© AFP 2021 / Hector Retamal Evergrande
Evergrande - Sputnik Italia, 1920, 15.11.2021
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Il mondo intero ha parlato delle criticità che hanno interessato la maggiore società del mattone cinese, Evergrande. Gli analisti hanno previsto un’importante crisi economica.
Ora si comincia a parlare anche di una crisi energetica. La Cina non dispone di sufficiente energia elettrica, gli stabilimenti sono in difficoltà, è necessario risparmiare sul riscaldamento. Sputnik ha approfondito per voi quali saranno i rischi per la Russia e gli altri Paesi.

Collasso energetico

In oltre 10 province cinesi (inclusi i distretti industriali) si verificano continui blackout. Molte imprese hanno dovuto bloccare le loro attività, incluse quelle che forniscono componentistica per Tesla, Samsung e Apple.
Il riscaldamento viene spento, per strada i semafori non funzionano. Si chiede ai cittadini di non utilizzare i boiler e i microonde nelle ore di punta.
La Cina sta avendo problemi con l’energia elettrica sin da quest’estate. Infatti, a luglio, per via dell’afa anomala, i consumi di elettricità sono stati da record. Ora, con l’arrivo del freddo, il Ministero cinese dell’Energia ha invitato i fornitori di carbone e gas a prepararsi per un’impennata dei consumi.
Tuttavia, ci sono delle difficoltà in questo senso: infatti, il gas è diventato molto caro e il carbone è difficile da reperire. Dopotutto, l’economia cinese rimane sempre molto dipendente dal carbone, il quale garantisce oltre il 55% della produzione di energia.
I rapporti con il suo principale fornitore di carbone, l’Australia, sono stati compromessi dopo che Canberra ha accusato Pechino di aver “nascosto informazioni sensibili” sul coronavirus. Di conseguenza, le importazioni di carbone sono diminuite. Tra gennaio e agosto, la Cina ha importato 198 milioni di tonnellate, ossia il 10% in meno rispetto al periodo analogo dell’anno scorso.
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La Cina sta cercando nuovi partner in tutto il mondo. Ad esempio, la provincia sudorientale dello Zhejiang ha ripreso le forniture sulla tratta ferroviaria proveniente dal Kazakistan, ma questa modalità di trasporto è molto più costosa, rispetto a quella via mare. Per la prima volta, la Cina ha persino acquistato carbone dagli USA.
Anche l’India ha difficoltà a reperire materie prime energetiche. In India, il carbone garantisce oltre il 70% della produzione energetica.
La Cina, invece, sta cercando di ridurre le proprie emissioni di gas serra. Xi Jinping, durante un intervento da remoto in occasione di una sessione della Assemblea generale dell’ONU, ha dichiarato che in Cina non costruiranno più nuove centrali elettriche a carbone.
“La Cina sta soffrendo per la carenza di energia elettrica, sullo sfondo delle nuove politiche green che hanno fatto aumentare e reso instabili i prezzi delle materie prime e dell’elettricità”, osserva Ivan Belkin, direttore generale della Lable Home Inc. “La situazione è grave. Molte imprese stanno bloccando le linee di produzione e risparmiano anche sull’impianto di condizionamento e riscaldamento in stabilimento e in ufficio”.

Poi toccherà a tutto il mondo

Fino a poco tempo, fa gli analisti parlavano della crisi della società Evergrande, che ha dovuto far fronte a ingenti debiti ed era praticamente sull’orlo del fallimento.
Ora, invece, si stanno valutando i rischi legati alle criticità di natura energetica. Secondo Goldman Sachs, queste criticità hanno interessato circa metà delle imprese cinesi. Pertanto, le previsioni di crescita del PIL nel 2021 sono state portate da 8,2% a 7,2%.
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La Bank of America prevede un aumento del 7,7%, ma di soltanto il 4% nel 2022.
Russell Group, invece, stima che le limitazioni dei consumi energetici in Cina possano alterare i flussi globali di circolazione delle merci per una cifra complessiva di 120 miliardi di dollari. Il settore più colpito è quello dei microcircuiti, che registrano ancora oggi una grande domanda, a fronte di un’insufficiente offerta sul mercato globale. Questi prodotti sono necessari per la produzione di automobili, dispositivi e computer. Colpiti anche i comparti dell’elettronica di consumo e dell’industria leggera. Le imprese oggi si stanno affrettando a fare scorta di prodotti, in vista del periodo natalizio, ma è molto difficile.
La Cina si sta sviluppando rapidamente sin dagli anni ’80. Tuttavia, negli ultimi anni i ritmi di crescita stanno calando. “I blackout, la crisi del debito del settore edilizio, l’epidemia della variante delta hanno portato a un calo della produzione e alla chiusura delle imprese”, spiega l’analista finanziario Mark Goychman.
La Cina, inoltre, è uno dei principali consumatori di materie prime e uno dei maggiori esportatori di prodotti, anche alimentari.
“L’aumento dei prezzi sulle materie prime energetiche sta favorendo in Cina un loro rincaro generalizzato. Questo non solo contribuirà ad accelerare l’inflazione globale, ma rallenterà anche le economie degli altri Paesi, in particolare quelli europei”, sostiene l’esperto.
Diversi sono i rischi, anche per il settore bancario e il mercato azionario.
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Per la Russia, i problemi cinesi possono tramutarsi in un aumento dell’inflazione interna. La crescita economica rallenta per via del calo delle esportazioni di idrocarburi, dovuto alla riduzione dei volumi di produzione. Mentre l’impatto negativo sui mercati finanziari si farà sentire sulla domanda di strumenti finanziari, quali i futures sul greggio.
Ma chiaramente c’è anche un’altra faccia della medaglia. Infatti, le criticità che sta affrontando la Cina potrebbero anche favorire la comparsa di altri player, mercati e opportunità all’estero.
“Non dimentichiamoci la produzione interna. Dov’è c’è domanda, si creerà un’offerta. L’importante è fare in modo che ci sia e svilupparla”, spiega Belkin.
Al momento, la Cina sta acquistando grandi volumi di energia elettrica russa. Pertanto, è importante supportare questo settore e creare per esso le migliori condizioni di sviluppo.
Come osservano gli analisti, molto dipende dall’efficienza delle autorità cinesi, le quali dispongono di diversi strumenti efficaci e fidati: incentivi economici, aiuti finanziari a beneficio delle banche, aumento della domanda di beni immobiliari.
Non rimane che sperare che si riesca a fermare la crisi il prossimo anno. Altrimenti l’intera economia globale ne sarà colpita.
di Irina Badmaeva
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