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Vaccino ai bimbi, Pregliasco: "Niente scuola per chi si rifiuta? Non si può escludere"

Fabrizio Pregliasco - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Secondo il virologo membro del Cts della Lombardia tra le ipotesi in campo se non si arrivasse almeno al 50 per cento di vaccinati nella fascia 5-11 anni c'è anche quella di escludere dalle lezioni chi non si vaccinerà.
“Non si può escludere che si decida di vietare la scuola per i bambini non vaccinati, dopo un certo periodo di tempo dal via libera alla campagna". Lo ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco in un’intervista al quotidiano online Affari Italiani, parlando dell’allargamento ai più piccoli della campagna vaccinale.
Il vaccino per la fascia di età 5-11 anni dovrebbe essere disponibile in Italia a partire dal mese prossimo, dopo l’approvazione da parte dell’Ema del preparato messo a punto dalla Pfizer.
Si tratterà, come ha spiegato a Sputnik Italia il responsabile del tavolo tecnico vaccini della Società Italiana di Pediatria (Sip), Rocco Russo, di un dosaggio ridotto di un terzo rispetto a quello degli adulti e degli adolescenti, con 10 microgrammi di antigene invece di 30.
Per il virologo membro del comitato tecnico scientifico della Regione Lombardia è necessario immunizzare anche i bimbi per contenere la diffusione del virus.
“La variante Delta – dice ad Affari Italiani - coinvolge maggiormente i giovanissimi”. “Sotto i 18 anni – assicura Pregliasco -abbiamo avuto 350 casi di ricoveri in terapia intensiva e 33 decessi, circa l'1 per cento dei contagiati”.
Ma a preoccupare ci sono anche le complicazioni portate dall’infezione, come il possibile sviluppo della “sindrome che assomiglia alla Kawasaki e il long Covid”. “I bambini – dice il virologo - vengono certamente meno colpiti dei loro nonni, ma è una problematica da non sottovalutare".
E sugli effetti collaterali che preoccupano i genitori minimizza. Si tratta, chiarisce, di “lievi miocarditi che si autorisolvono e con probabilità irrisorie, decisamente inferiori rispetto a quelle determinate dal Covid stesso".
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Infine, sulla possibilità che le aule scolastiche vengano aperte soltanto ai vaccinati Pregliasco parla di “decisione difficile” che però non è esclusa nel caso in cui non si riesca a raggiungere almeno il 50 per cento di vaccinati nella fascia 5-11 anni.
“La decisione se stringere o meno sulla frequenza scolastica verrà presa in base all'andamento dell'epidemia”, è la conclusione del virologo.
Sulla questione dell’opportunità di sottoporre i più piccoli alla vaccinazione gli esperti però si dividono. Il direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ha sostenuto in diverse interviste che la vaccinazione anti-Covid per i ragazzi sotto i 12 anni di età debba essere limitata ai soggetti più fragili.
È lo stesso appello arrivato dal direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha chiesto di dare la priorità a chi nei Paesi meno sviluppati non ha ricevuto ad oggi neppure una dose di vaccino.
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