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Le voci su Italia Viva: in dieci pronti a lasciare. Ma Renzi smentisce: "Il solito giochino..."

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Il malcontento tra deputati e senatori sarebbe legato all'accordo con Forza Italia in Sicilia e alla mancata crescita del partito nei sondaggi. Ma il leader Matteo Renzi smentisce le indiscrezioni pubblicate da Repubblica e punta il dito contro il Pd.
La linea di rottura con il Pd e l’alleanza con Forza Italia in Sicilia per le prossime comunali e regionali avrebbero provocato un vero e proprio terremoto nel partito di Matteo Renzi. Lo rivela Repubblica che parla di almeno dieci parlamentari pronti a lasciare il partito alla vigilia della undicesima edizione della Leopolda, che si aprirà venerdì prossimo a Firenze.

Le voci sui parlamentari pronti a lasciare

Il quotidiano fa anche qualche nome. Tra i possibili transfughi, considerate anche le scarse possibilità di essere rieletti con un partito che nei sondaggi resta inchiodato al 2 per cento, ci sarebbero Leonardo Grimani e Mauro Maria Marino, al Senato, e Camillo D’Alessandro, Giacomo Portas, Gianfranco Librandi, Massimo Ungaro, Maria Chiara Gadda e Catello Vitiello alla Camera.
Repubblica scommette che lo strappo potrebbe avvenire proprio subito dopo la kermesse fiorentina. Non è chiaro chi sarà ad accogliere i possibili fuoriusciti. Si vocifera che qualcuno abbia già bussato alla porta del partito di Calenda, mentre Grimani, intervistato dal Fatto Quotidiano, e D’Alessandro criticano apertamente l’avvicinamento al centrodestra.
“Matteo si deve dedicare all’attività parlamentare e meno a quella di conferenziere”, attacca il senatore, mentre altri avvertono che il 90 per cento dei parlamentari è legato al centrosinistra e non accetterà mai di restare in un partito che guarda a Forza Italia e Lega.
Eppure Renzi sembra andare nella direzione opposta, con le critiche al Pd che si fanno sempre più aspre nelle ultime settimane. L’ex premier definisce quello di Letta il partito “del bla bla bla”, citando Greta Thunberg, e lo accusa di voler dividere piuttosto che unire in vista dell’elezione del presidente della Repubblica.

La smentita di Renzi

A sentire il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, le indiscrezioni pubblicate da Repubblica non corrisponderebbero alla realtà. Anzi. Si tratterebbe, come è successo già prima della caduta del governo Conte Bis, di un tentativo di indebolire un partito, Italia Viva, decisivo per gli equilibri parlamentari.
“Non è più in gioco Conte, per fortuna sostituito da Draghi, ma il Quirinale, l’elezione del Presidente della Repubblica. – scrive Faraone sul suo blog - E siccome saremo un’altra volta decisivi riprende la giostra, ormai siamo abituati, altro giro altra corsa. Prima la caccia all’uomo, denigrazione e delegittimazione di Matteo, ora la conta dei fuggiaschi”.
Sulla questione è intervenuto anche il leader del partito, Matteo Renzi, che definisce le voci sui possibili addii “il solito giochino”.
“Io non lo so se dieci parlamentari se ne vogliono andare oggi, l'altra volta non se ne sono andati”, taglia corto intervenendo al festival de Linkiesta. "Il Pd in questa fase mi pare più interessato a spinnare ai giornali eventuali problemi di Italia viva", attacca Renzi, che a cercare convergenze sulla partita del Colle.
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