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Foggia, dirigente prende 1,2 milioni euro da casse del Comune e compra criptovalute e imbarcazioni

© Sputnik . Evgeny Biyatov / Vai alla galleria fotograficacriptovalute
criptovalute - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Un ex dirigente di un Comune del subappennino dauno (Foggia), tra il 2018 e il 2020 si è impossessato di 1,2 milioni di euro dalle casse dello stesso avendo lui l’accesso ai conti correnti.
La Guardia di Finanza di Foggia, attraverso indagini analitiche e patrimoniali, ha appurato che l’uomo ha investito quei fondi pubblici per acquistare criptovalute (nuove monete digitali speculative), ma anche autoveicoli e imbarcazioni per sé stesso.
L’ex dirigente ha posto in essere la sua strategia attraverso centinaia di operazioni finanziarie fatte passare come indennità accessorie per straordinari. In una occasione aveva fatto lievitare i compensi fino a 41 mila euro in un mese, nonostante il suo stipendio non arrivasse a 2 mila euro mensili.
In altre occasioni, invece, si sarebbe appropriato di somme del Comune incassando assegni tratti sui conti comunali a suo beneficio.
Infine, avendo in ragione del proprio servizio e ufficio la disponibilità delle finanze dell’ente pubblico sono stati ordinati mandati di pagamento/bonifici dalle casse comunali su conti correnti intestati al funzionario o su cui lo stesso poteva operare.
Nella sostanza le casse di questo Comune del foggiano, erano per il dirigente pubblico infedele il suo bancomat da usare come meglio credeva, a danno dell’intera collettività.

Recidivo

L’uomo, ormai in preda all’onnipotenza, non ha cessato la sua attività di spoliazione delle casse del comune nemmeno quando è stato sospeso dalla propria Amministrazione comunale.
Anche se ci si domanda come abbia potuto farlo se sospeso dalle sue funzioni.
L’uomo, ora incriminato per i reati di peculato e autoriciclaggio, è stato tratto in arresto venerdì 12 novembre e rinchiuso nel carcere di Foggia.

Maxi sequestro

All’uomo sono stati sequestrati: 4 società, 2 parafarmacie, 1 struttura ricettiva Bed & Breakfast, 13 appartamenti, conti corrente e criptovaluta (bitcoin), 1 imbarcazione, 3 autovetture ed 1 motoveicolo. Valore complessivo corrispondente al profitto dei reati contestati: 1.218.755 euro.
Ora si spera che abbia saputo quanto meno investire bene nelle criptovalute, e che dal sequestro di quanto in suo possesso si possa non solo incassare il mal tolto (1,2 milioni di euro), ma anche rimpinguare adeguatamente le casse dell’ente pubblico.
Infatti, se il dirigente infedele ha comprato criptovalute tra il 2018 e il 2019, questi anni corrispondono a un periodo di minimo del valore delle criptomonete. Se rivendute in questo periodo di massimo, potrebbero fruttare non poco alle casse comunali.
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