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Ecco per chi sarà obbligatoria la terza dose del vaccino anti-Covid

© Sputnik . Alexey Danichev Vaccinazione
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Il governo avrebbe già preparato il decreto per rendere obbligatoria la terza dose per anziani ospiti delle Rsa e personale medico-sanitario. Le ipotesi sul green pass: dai tamponi molecolari alla versione per soli vaccinati o guariti.
La terza dose del vaccino anti-Covid sarà obbligatoria per medici, infermieri, anziani ospiti delle Rsa e per il personale che lavora nelle stesse strutture. La decisione è contenuta in un decreto che il governo, secondo quanto anticipa Il Messaggero, si appresta a varare a breve.
Così il premier Mario Draghi e il ministro della Salute, Roberto Speranza, intendono arginare la quarta ondata, mettendo al sicuro i più fragili, in primo luogo gli anziani.
Il ministro Speranza, citato dallo stesso quotidiano, per ora esclude il ricorso a nuove chiusure, come sta accadendo nel resto d’Europa. Questo, ha spiegato, grazie al successo della campagna vaccinale e “all’impresa di immunizzare l’87 per cento della popolazione”.

La sfida successiva è quella di allargare la somministrazione delle terze dosi anche agli over 40. Si partirà dal primo di dicembre, in contemporanea con l’avvio delle vaccinazioni dei più piccoli dopo l'atteso via libera dell’Ema al vaccino Pfizer messo a punto per i giovanissimi di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

L’obiettivo del governo è arrivare ad almeno il 50 per cento di vaccinati in questa fascia. Non sarà facile, visto lo scetticismo di molti genitori.
Tuttavia, per il momento, non è previsto l’obbligo, che non c’è neppure per gli over 12, né il green pass per i più piccoli. I bambini, infatti, anche se vaccinati, dovrebbero essere esentati dal possesso del certificato verde.
Roberto Speranza, ministro della salute - Sputnik Italia, 1920, 12.11.2021
Covid, Speranza: "Correre con le terze dosi per fermare la quarta ondata"
Certificato che potrebbe subire una stretta in base all’andamento della quarta ondata. Il governo per ora attende le prossime settimane per capire se l’impennata dei contagi che si registrano in questi giorni porterà ad un incremento dei ricoveri e dei tassi di occupazione delle terapie intensive.

La possibile stretta sul green pass

In questo caso, per evitare chiusure generalizzate, le opzioni sul tavolo sono diverse. Si va dal “super green pass”, rilasciato solo a vaccinati e guariti, eliminando l’opzione dei tamponi rapidi, sulla scia di Austria e Germania.
Un’opzione simile, però, rischierebbe di paralizzare il Paese visto il green pass in Italia è obbligatorio anche per lavorare, e quindi non sarebbe praticabile, almeno per le aziende.
Più probabile, quindi, sempre secondo le indiscrezioni pubblicate dal Messaggero, l’idea di limitare a vaccinati e guariti soltanto l’accesso ai ristoranti, teatri, cinema e stadi, mantenendo la possibilità di effettuare tamponi rapidi per recarsi a lavoro.
Anche l’eventualità di accettare solo il test molecolare per l’ottenimento del certificato anti-Covid porrebbe non pochi problemi, perché rischierebbe di saltare il tracciamento dei casi sospetti con il sovraccarico di tamponi da analizzare.
Per questo da Palazzo Chigi prendono tempo per capire, anche con il parere degli esperti, quale sia la soluzione migliore per evitare nuove chiusure che, soprattutto in vista delle festività natalizie, sarebbero un nuovo colpo all'economia del Paese.
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