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Caserta: la Procura chiede il rinvio a giudizio per 108 persone per le violenze in carcere del 2020

© Foto : PixabayTelecamera di sorveglianza in un carcere
Telecamera di sorveglianza in un carcere - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Al centro dell'interesse della Procura le violenze che gli agenti della polizia penitenziaria avrebbero commesso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020 a danno dei detenuti. I reati contestati vanno dalla tortura, alle lesioni, al falso in atto pubblico fino alla cooperazione relativa all'omicidio colposo.
108 persone, tra funzionari ed agenti della polizia penitenziaria sono stati rinviati a giudizio dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, nell'inchiesta che ha visto coinvolto il centro di detenzione della città campana. Lo riporta Ranews.
Udienza preliminare prevista per mercoledì 15 dicembre.
Tra coloro che rischiano una pesante incriminazione figurano l'ex-capo delle carceri campano Antonio Fullone, il comandante del Nucleo Operativo Traduzioni e Piantonamenti Tiziana Perillo, l'ex comandante della polizia penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere Gaetano Manganelli, agli arresti domiciliari, riporta sempre l'Ansa.
Per 12 degli indagati è stata chiesta l'archiviazione, ma è possibile verosimilmente che verranno condannati ad una pena pecuniaria per non aver denunciato, in qualità di pubblici ufficiali, quanto stava accadendo nel penitenziario campano, al momento dei disordini.
Negli incidenti dell'aprile 2020 un detenuto extracomunitario ha perso la vita.
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