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Brunetta e controlli nei cantieri “telefonati”. Sindacati chiedono invece agenti sotto copertura

© AP Photo / Pier Paolo CitoMinistro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Pochi giorni fa il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta partecipando ad un evento organizzato da Anitec-Assinform ha parlato di una modifica in merito alle verifiche sui cantieri del settore dell’edilizia che ha suscitato non poche polemiche e anche sconcerto tra gli ispettori e i sindacati.
Il ministro ha infatti genericamente parlato di fare “una telefonata finalizzata a programmarlo” l’intervento ispettivo sui cantieri, al fine di “specificarne la natura, a individuarne i contenuti, i documenti necessari, i giorni in cui arriverà, le risorse di cui si avrà bisogno”.
Il Fatto Quotidiano ha raggiunto Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil, il quale ha invece chiesto tutto l’opposto, ovvero che si agisca come in Francia e in Germania, dove si impiegano anche “agenti sotto copertura per le violazioni lavoristiche: ispettori che si fingono operai per entrare nei cantieri”.
La riflessione dei sindacati è semplice. A cosa servono i controlli nei cantieri se vengono telefonati prima?
“Già oggi capita che segnaliamo irregolarità all’Ispettorato o alla Asl e, data la carenza di ispettori, il controllo arrivi quando il cantiere è ormai chiuso oppure dopo che la voce è arrivata all’azienda”, spiega Genovesi a Il Fatto Quotidiano.
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