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Asl condannata a pagare 2,5 milioni per mala sanità, si appella al decreto Conte per non pagare

Ambulanza - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Una storia che risale al 2004, quella di Luigia, una bambina della provincia di Barletta che allora aveva appena tre anni.
Una storia di mala sanità, fatta di medici che non compresero subito cosa stesse accadendo alla piccola, sbagliarono diagnosi e le conseguenze di quell’errore, da allora, costringono la bimba a una vita in sedia a rotelle, nella sordità e nella incapacità di vivere la sua vita in modo indipendente.
L’Asl locale è stata condannata a pagare circa 1,6 milioni di euro di risarcimento danni dal Tribunale di Foggia. Cifra che con le rivalutazioni è salita a quasi 2,5 milioni di euro. Ci sono voluti, però, 13 anni per ottenere una prima sentenza e nel frattempo è scoppiata la pandemia, così l’Asl locale, pur di non pagare, si è aggrappata al decreto rilancio emanato nel 2020 dall’allora governo di Giuseppe Conte.
L’articolo 117, comma 4 del decreto prevede infatti che le autorità sanitarie debbano concentrare tutte le risorse economiche per la pandemia e per pagare i fornitori e i debiti commerciali, mentre sono autorizzate a non pagare le azioni esecutive.
Ma non è tutto, il Corriere della Sera racconta che in questa assurda vicenda vi è entrata anche l’Agenzia delle Entrate, la quale ha chiesto ai genitori di Luigia di pagare oltre 10 mila euro di tasse sull’indennizzo ricevuto.
Ma la famiglia di Luigia non ha ricevuto ancora nulla. L’Asl avrebbe dovuto erogare a favore della famiglia un primo assegno da 200 mila euro attraverso la società con cui sono assicurati, la Lloyd di Londra, ma non lo hanno fatto. Inoltre c’è il rischio che l’Asl, per dilungare ulteriormente i tempi, possa appellarsi in Tribunale.
I genitori, sono aiutati dai legali dell’associazione “Adotta un angelo” legata all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che è di Roma e non di Barletta.
E mentre i nuovi decreti Milleproroghe hanno già dilungato i tempi su quella norma voluta dal pugliese Giuseppe Conte, un ulteriore slittamento si potrebbe verificare con il prossimo milleproroghe, costringendo la famiglia di Luigia a restare in una condizione di indigenza. Il padre dell’ormai ventenne Luigia dovette lasciare l’attività commerciale per occuparsi di lei e della madre che non sta più bene, e ora ovviamente c’è da pagare l’Agenzia delle Entrate che vuole le tasse su soldi non ricevuti.
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