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Elezioni in Argentina: la forte crisi economica del Paese favorisce l'opposizione. Al voto oggi

© AP Photo / Tomas F. CuestaElezioni in Argentina
Elezioni in Argentina - Sputnik Italia, 1920, 14.11.2021
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Elezioni politiche nel Paese argentino. Si vota per rinnovare ben metà della Camera e un terzo del Senato. I sondaggi danno il partito in carica sfavorito. Risultati nella prima serata.
Si vota oggi per queste elezioni di medio termine nel Paese del Sud America. Si deciderà chi andrà a rinnovare la metà dei membri della Camera, 127 su un totale di 257 per un mandato di 4 anni, nonché per un terzo del Senato, con 24 su 72 senatori, per un mandato di 8.
Il voto potrebbe portare alcune difficoltà al governo in carica, con il presidente Alberto Fernandez a cui restano due anni di governo.
La Camera Elettorale Nazionale (CNE) ha stimato che per le elezioni legislative di questa domenica ci sarà il 5% in più di elettori rispetto alle primarie avutesi questo settembre. Lo riferisce Sebastián Schimmel, segretario di Actuación Electoral, organismo dell'organizzazione elettorale, che anticipa a che ora saranno disponibili i primi risultati e che prevede uno sviluppo "più agile" delle elezioni rispetto a quelle del 12 settembre.
Il segretario, intervistato dalla radio argentina Mitre, ha dichiarato:
“Pensiamo che ci sarà più partecipazione. Da un lato, quello che si vede sempre nei numeri da quando è stato istituito il PASO* è un aumento del 2,5% della partecipazione alle elezioni generali. Ma, in più, il contesto attuale è molto diverso da quello delle primarie, che era una pandemia, molto sfavorevole, dove c'era una grandissima paura del contagio da parte dei cittadini”.
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Schimmel ha valutato che dall'aumento delle vaccinazioni e dalla flessibilità delle misure di prevenzione in generale, "si vede che il pubblico si sente molto più al sicuro nel ritrovarsi in luoghi con un numero enorme di persone", anche se ha ricordato che "i protocolli sanitari rimarranno in vigore e non vi sarà alcun rischio aggiuntivo di contagio”.
In merito all'uscita dei primi risultati delle votazioni, Schimmel ha affermato che "si attendono risultati in anticipo anche rispetto alle primarie", dove in effetti si erano avuti i primi esiti solo dopo le 21.30.
Riguardo poi alle motivazioni che consentiranno un riconteggio più rapido nonostante la maggiore partecipazione l'autorità ricorda: “Ciò deriva da una minore offerta elettorale. L'autorità effettuerà lo spoglio elettorale molto più velocemente, perché avrà solo 5 o 6 schede da contare, e quindi invierà di conseguenza meno dati".
Circa l'applicazione poi dei protocolli sanitari durante le votazioni, il funzionario fa sapere che verranno mantenute le regole attuali in materia di prevenzione per il Covid-19, ma con alcuni "allentamenti", nella fattispecie nel modo in cui verranno predisposte le file per procedere con la votazione.

Gli schieramenti in campo

Da un lato il Frente de Todos, per il centro-sinistra, che ha perso posizioni, dall'altro la coalizione di opposizione del Juntos por el Cambio, per il centro-destra.
Gli analisti propendono per il ripetersi del voto delle primarie, quando appunto il Frente de Todos era uscito sconfitto.
Difatti il governo ha ottenuto solo il 32,4% dei voti a livello nazionale nelle primarie del 12 settembre, mentre la principale opposizione, Juntos por el Cambio, la forza dell'ex presidente Mauricio Macri (2015-2019), ha raggiunto il 41,5%. Se dovesse portare la propria quota alla percentuale del 45%, toglierebbe al partito di governo il controllo del Senato e potrebbe così rivendicare la presidenza dei Deputati, oggi nelle mani di Sergio Massa, attuale presidente alla Camera.
"Nel bene e nel male, molti danno per scontato che il risultato si ripeta. Nel Frente de Todos, in alcuni quartieri ci sono margini di miglioramento, ma è anche probabile che Juntos por el Cambio, in alcuni dei 17 quartieri dove ha vinto, migliori (ulteriormente) le sue prestazioni", ha detto a Sputnik l'analista politico Julio Burdman.
Se si dovesse ripetere il risultato delle primarie, il partito di governo passerebbe dall'avere 41 senatori ad averne 35, cosa che implicherebbe il doversi affidare ad almeno due alleati fuori blocco tra le burocrazie provinciali per assicurarsi il quorum.
Otto le province che rinnovano i senatori: il partito al governo è salito alle primarie a Tucumán (nordovest) e Catamarca (nordovest), e spera ancora di ribaltare il risultato a La Pampa (centro). Le liste di opposizione hanno vinto insieme a Chubut (sud), Corrientes (nord-est), Mendoza (centro-ovest) e Santa Fe (centro), e sono arrivate seconde a Córdoba (centro), dove è invece prevalso il peronismo provinciale, non alleato del Frente de Todos.
A preoccupare il voto di oggi, la ex-presidente Cristina Fernández de Kirchner [2007-2015], la quale, più che la sconfitta generale del Frente, teme la perdita del controllo del Senato, nonché i risultati elettorali relativi alla provincia di Buenos Aires, "baluardo" del suo partito.
Il governo si trova alle prese con una delle peggiori crisi finanziarie ed economiche mai avute nella storia del Paese. Da questo dato si aspettava un forte malcontento sociale, meno una così scottante sconfitta. Alle primarie difatti, nel distretto di Buenos Aires, che rappresenta il 40% dell'elettorato e che è la sede ove si concentra la forza maggiore del potere del movimento peronista al potere, ha visto l'opposizione prevalere sul Frente di ben 5 punti percentuali.
Ora si aspetta il voto di oggi per vedere se il presidente in carica dovrà o meno affrontare una crisi di governo.
*Paso: meccanismo delle primarie nel Paese. Istituite nel 2009, permettono solo ai partiti che abbiano raggiunto lo sbarramento del 5% di poter accedere alle votazioni. L'acronimo deriva dalle parole: Primarias, abiertas, simultáneas y obligatorias.
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