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Steve Bannon incriminato per oltraggio al Congresso: ecco cosa rischia

© Sputnik . Marina TantushyanSteve Bannon
Steve Bannon  - Sputnik Italia, 1920, 13.11.2021
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L'ex consigliere di Trump si è rifiutato di testimoniare davanti alla commissione che indaga sull'assalto al Campidoglio. Per le incriminazioni rischia fino a due anni di carcere.
Rischia una condanna a due anni di carcere Steve Bannon. L’ex braccio destro di Donald Trump, che ora conduce il podcast “War room”, è incriminato per oltraggio al Congresso dopo essersi rifiutato di testimoniare sui fatti dello scorso 6 gennaio.
Bannon ha disertato per ben due volte l’invito della commissione parlamentare che indaga sull’assalto a Capitol Hill. Non solo, secondo gli inquirenti l’ex consigliere di Trump si sarebbe anche rifiutato di fornire dei documenti in risposta alla citazione in giudizio.
Per entrambe le accuse, ricorda l’Associated Press, le pene previste vanno da un minimo di 30 giorni ad un massimo di un anno di detenzione. Sempre secondo la stessa agenzia di stampa, che cita fonti anonime, Bannon avrebbe deciso di comparire davanti alle autorità lunedì prossimo.
Come lui anche Mark Meadows, l’ex capo di gabinetto della Casa Bianca nell’ultimo anno della presidenza Trump ha sfidato il mandato di comparizione davanti alla commissione venerdì scorso.
Lui e Bannon sono considerati testimoni chiave sui fatti di Washington perché entrambi erano in stretto contatto con Trump all'epoca dei fatti.
Steve Bannon, campaign CEO for Republican presidential candidate Donald Trump, right, looks on during a national security meeting with advisors at Trump Tower in New York. (File) - Sputnik Italia, 1920, 20.01.2021
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In particolare, il guru dei sovranisti è accusato di aver promosso le proteste del 6 gennaio sul suo podcast e di aver annunciato il giorno precedente a quello in cui sono andate in scena le proteste, che "si sarebbe scatenato l’inferno".
Il procuratore generale Merrick Garland, citato dalla stessa agenzia di stampa, ha fatto sapere che l'incriminazione di Bannon per non essersi presentato davanti alla commissione, riflette il "fermo impegno" del dipartimento di giustizia per il rispetto dello stato di diritto.
In una dichiarazione congiunta il presidente della commissione sul 6 gennaio, Bennie Thompson e la vicepresidente, la rappresentante del Wyoming, Liz Cheney, hanno affermato che l'incriminazione di Bannon “è un chiaro messaggio a chiunque pensi di poterci ignorare o di ostacolare la nostra indagine: nessuno è al di sopra della legge''.
“Meadows, Bannon e gli altri che seguiranno questa strada non prevarranno'', concludono nella nota.
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