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Il vaccino è la nostra unica “cintura di sicurezza”, lo dice Richeldi

© Ospedale pediatrico Bambino Gesùsomministrazione vaccino
somministrazione vaccino - Sputnik Italia, 1920, 13.11.2021
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Il professore Luca Richeldi, primario del reparto di pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma, intervistato dal Corriere della Sera, paragona il vaccino alla cintura di sicurezza allacciata in auto.
Così come la cintura di sicurezza non ci salva dallo scontrarci con un’altra auto, ma ci può salvare dai traumi più gravi, allo stesso modo anche il vaccino contro il Covid-19 non ci salva dall’infezione, ma dalle conseguenze più gravi sì.
“La forbice del rischio di malattia tra cittadini protetti anche dal richiamo e non si allargherà ulteriormente. Gli ospedali si riempiranno prevalentemente di malati privi di difese contro il Sars-CoV-2. Rischiano la pelle”, dice il professore per farsi capire bene.
Del resto, gli italiani non sempre usano la cintura di sicurezza e spesso si zittisce il cicalino con un finto innesto o passando la cintura di sicurezza dietro la schiena.
Ecco, questo è quanto hanno fatto coloro i quali hanno finto di vaccinarsi grazie a medici e infermieri compiacenti. Vanno in giro come vaccinati, ma non lo sono, fingono di avere la cintura di sicurezza.
Poi ci sono i non vaccinati che non la mettono affatto e a questi va il messaggio esortativo:
“La vaccinazione è come la cintura di sicurezza in automobile. Non evita l’incidente ma le sue conseguenze traumatiche. E poi alcune persone sono state mal consigliate anche da alcuni medici. Conosco una signora che in buona fede sta rimandando l’iniezione: soffre di allergie e un collega le ha detto, senza motivi validi, che è meglio aspettare. Ce ne sono tanti di casi come questo, purtroppo”.
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