Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Covid: L'Europa nella morsa della quarta ondata

© Sputnik . Eduard Erben / Vai alla galleria fotograficaCoronavirus in Repubblica Ceca
Coronavirus in Repubblica Ceca - Sputnik Italia, 1920, 13.11.2021
Seguici su
Ancora una volta, il Covid sta sorprendendo chi sta cercando di arginarlo, lasciando intravedere conseguenze più gravi di quelle, pur notevolissime, delle ondate infettive prodottesi fino ad oggi.
In questione non è un’altra pesante mietitura di vittime – per quanto il bilancio possa essere molto drammatico nei paesi rimasti indietro nella vaccinazione – ma piuttosto la tenuta della compattezza delle società europee.
Verranno infatti probabilmente al pettine i nodi di una narrazione pubblica che in molti paesi ha fatto ricorso ad ogni possibile stratagemma per indurre la gente ad accettare l’inoculazione dei sieri messi via via a disposizione dall’industria farmaceutica internazionale.
In molti casi, si è promessa a coloro che si vaccinavano una specie di immunità perpetua, prospettando invece alle persone più scettiche, o semplicemente meno informate, tutta una serie di sanzioni di fatto, come l’esclusione da alcune attività e passatempi.
Talvolta, ed è il caso dell’Italia, le persone “renitenti” alle inoculazioni sono state praticamente criminalizzate. Dal momento che chi vi si sottoponeva è stato dipinto come altruista, oggi vi è una gran moltitudine di gente che equipara ai disertori chi non si è presentato agli hub vaccinali.
La comunicazione ha mimato quella del tempo di guerra e si accinge adesso a scaricare su chi ha rifiutato i sieri la responsabilità degli effetti che la quarta ondata dovesse provocare. È certamente una scorciatoia facile per i politici sconcertati dalla piega che hanno preso gli avvenimenti e si trovano in obiettiva difficoltà davanti ai propri elettori.
Ma il risultato prevedibile di questa reazione non potrà che essere quello di indurre ulteriori lacerazioni, specialmente se si decidesse di adottare nuove misure di contenimento che passassero attraverso l’imposizione di ulteriori lockdown.
La situazione concreta peraltro non si presta più a queste facili semplificazioni. Anche se si fa finta di non comprenderlo, le rappresentazioni che trattano ovunque il Covid come una malattia nazionale sono per definizione fuorvianti.
Paziente in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 05.11.2021
Covid, l'Ema non esclude la quarta dose per gli immunodepressi
Quella innescata dal Sars-CoV-2 è infatti una pandemia. Ciò significa che si tratta di un fenomeno mondiale, destinato a sopravvivere finché anche un solo ceppo sarà attivo, in qualsiasi posto si trovi.
La copertura vaccinale globale è stata recentemente stimata pari a poco più del 40% della popolazione del pianeta. Troppo poco. E si tratta di una media in cui sono compresi i dati degli Stati europei che hanno praticamente vaccinato la stragrande maggioranza della loro popolazione e quelli invece di nazioni in cui neanche l’1% delle persone è stato vaccinato.
In Africa, ad esempio, al principio del mese scorso si valutava in meno del 6% la percentuale dei vaccinati e si tratta di un’area a stretto ridosso del Mediterraneo, dalla quale continuano a dirigersi verso l’Europa masse rilevanti di migranti.
Giungono peraltro nell’Ue persone non immunizzate anche da altre zone di crisi del globo, come l’Afghanistan, che è appena tornato sotto il controllo dei talebani*. Come possiamo attribuire ai cosiddetti “no vax”, in realtà solo la componente più politicizzata e rumorosa della platea che rifiuta la vaccinazione, tutta la responsabilità di quanto sta accadendo?
La rappresentazione cartografica della situazione sembra al momento dimostrare poche cose, che però dovrebbero essere inserite in qualsiasi ragionamento.
In primo luogo, dove i tassi di vaccinazione sono elevati, si muore per il momento di meno: di meno che altrove, innanzitutto, ma anche meno di quanto era successo negli stessi luoghi durante le precedenti impennate dell’infezione. È auspicabile che continui ad essere così, ma non si può esserne certi.
In secondo luogo, i contagi sono molto alti anche in paesi che hanno vaccinato con grande successo, com’è il caso del Belgio, della Danimarca e della Gran Bretagna. Nel Regno Unito, peraltro, ed anche in Germania, i morti al giorno sono ormai in tripla cifra.
Il quadro interpretativo è quindi assai complesso. Non a caso alcuni Stati stanno facendo marcia indietro sulle misure distensive, mentre altrove non si è solo reintrodotto il green pass, ma si è deciso di negarlo a tutti i non vaccinati, senza più riconoscere l’eccezione, in vigore in Italia, che permette di averlo a tempo, per quarantotto ore, effettuando un tampone rapido.
Qualcuno propone ormai apertamente di porre a carico dei contagiati non vaccinati i costi degli eventuali trattamenti da somministrare negli ospedali. Il clima è in rapido deterioramento.
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 03.11.2021
Covid, Costa: "Lockdown per chi è senza vaccino? Credo sia giusto fare una distinzione"
L’imposizione di una stretta che incoraggi i restii a vaccinarsi e i vaccinati a sottoporsi alla terza dose sta incontrando favori insospettati nel grosso dell’opinione pubblica, almeno in Italia, determinando però risentimenti crescenti in chi invece non intende ancora accettare i sieri.
Ci sono manifestazioni frequenti, che i media cercano di trascurare per non agire da cassa di risonanza. Ma il fatto è che il virus circola anche tra i vaccinati, seppure in misura percentualmente inferiore, e ne uccide anche qualcuno, forse parecchi.
Uno stimato epidemiologo tedesco – Alexander Kekulé - è giunto ad attribuire proprio alla maggior disinvoltura di chi sia stato immunizzato il nuovo inatteso incremento dei contagi in atto nel suo paese.
Dopotutto, sarebbe soltanto il riflesso di un atteggiamento umano: ritenendosi ormai al riparo anche a causa della narrazione adottata per convincerli a sottoporsi alle iniezioni, i vaccinati tendono inconsapevolmente ad assumere comportamenti imprudenti per sé stessi e chi è loro vicino.
I non vaccinati li vedono e mal sopportano questo atteggiamento, che viene tra l’altro esibito proprio mentre la scelta di chi ha rifiutato i sieri viene criticata sul piano dell’etica collettiva.
Se si vuole prevenire lo scivolamento verso forme striscianti di guerra civile, sarebbe a questo punto opportuno un cambio di registro nella comunicazione pubblica.
Lo scorso anno, Angela Merkel evitò di calcare i toni anche per mantenere un certo grado di armonia sociale all’interno della Germania, dimostrandosi lungimirante, anche se adesso le cose potrebbero cambiare.
In ogni caso, va tenuto presente che lo sradicamento del Covid, ritenuto ottimisticamente possibile da alcuni già a partire da questo autunno, non è affatto imminente. Stanno alzando le proprie difese anche Stati lontani come Singapore.
Pierpaolo Sileri - Sputnik Italia, 1920, 13.11.2021
Sileri: un dovere curare tutti, anche no-vax
Così stando le cose, la politica dovrebbe innanzitutto occuparsi di recuperare credibilità, dimostrando maggiore coraggio e cercando di rafforzare la coesione interna alle società che governa, obiettivamente molto stanche dopo quasi due anni di lotta al virus e limitazioni pesanti alla propria mobilità ed attività.
La pura e semplice reiterazione delle iniezioni non è un modello sostenibile a lungo termine. È anche logisticamente troppo onerosa per funzionare in tutto il mondo e debellare finalmente la pandemia. Ci vuole qualcosa d’altro. Senza cure migliori e l’arrivo di vaccini e terapie orali sarà difficilissimo uscire dall’incubo. La strategia deve cambiare e superare la dimensione emergenziale.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
* Organizzazione soggetta alle sanzioni dell'Onu per attività terroristiche
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала