Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Crisanti: “Puntare sulle terze dosi e per l’immunizzazione dei bambini aspettiamo i dati USA”

Andrea Crisanti - Sputnik Italia, 1920, 12.11.2021
Seguici su
Per l’esperto è inutile cercare di convincere i sette milioni di italiani non vaccinati, per fermare il virus bisogna puntare sul rafforzamento della risposta immunitaria: a gennaio ci saranno 20mila casi al giorno.
L’obiettivo della nuova fase della pandemia è aumentare il più possibile la capacità di difesa dal coronavirus della popolazione già immunizzata, spingendo sulle terze dosi. Ne è convinto Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, intervistato da La Stampa.

“I non vaccinati sono 7 milioni, ma ogni mese a 8 milioni di vaccinati cala la protezione”, dice, sottolineando che “ormai è chiaro che la protezione vada rinnovata. E non solo per gli anziani”.

Crisanti spiega che l’immunizzazione dura più a lungo nei giovani, “rimane anche dopo otto mesi con due dosi” nel resto della popolazione, ma è “inutile farsi illusioni: la terza dose spetta a tutti”.
Per questo, provoca Crisanti, “non conviene perdere tempo, energie e assumere un rischio politico dietro agli irriducibili. Concentriamoci sulle terze dosi per rinforzare la platea dei vaccinati”.
Continuando con il trend di adesso, “a gennaio ci saranno intorno a 20 mila” casi.

La campagna vaccinale deve proseguire

Per il professore dell’università di Padova, inoltre, non bisogna dare false illusioni sul fatto che con due o tre dosi l’immunizzazione sia completata, errore già fatto in passato.
“Bisognava spiegare prima che la vaccinazione è un processo a più tappe”, dice senza escludere che possa servire anche una quarta dose: “Non si sa, per cui meglio non dare false certezze”.

Il vaccino sotto i 12 anni: aspettiamo

Per Crisanti, il problema della vaccinazione dei bambini è complesso.
“Si ammalano poco e trasmettono molto il virus. Aspettiamo il pronunciamento dell’Ema e soprattutto i dati sul campo americani. Suggerisco cautela, perché le miocarditi nei giovani, seppur leggere, sono state un campanello d’allarme”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала