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Ritrovata una canzone inedita con George Harrison e Ringo Starr andata perduta nel 1968

© AP PhotoThe Beatles, from left, Paul McCartney, Ringo Starr, John Lennon and George Harrison, are shown in this November 1963 photo.
The Beatles, from left, Paul McCartney, Ringo Starr, John Lennon and George Harrison, are shown in this November 1963 photo. - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
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È stata ritrovata una canzone inedita, con George Harrison alla chitarra e Ringo Starr alla batteria, registrata nel 1968 per un documentario. Si intitola 'Radhe Shaam' e fa parte dell’eredità culturale del ‘periodo indiano’ della band.
Il celebre soggiorno dei Beatles in India ebbe luogo nel 1968, quando i quattro componenti del gruppo vi si recarono per frequentare un corso di Meditazione Trascendentale presso l'ashram indiano di Maharishi Mahesh Yogi.
Durante il loro soggiorno nel luogo di meditazione, i Beatles scrissero molte canzoni che sarebbero state in seguito pubblicate negli album The Beatles, Abbey Road e Let It Be, ma, a quanto pare, una delle canzoni eredi di quella esperienza era andata perduta.
La canzone, intitolata Radhe Shaam (nome indiano), è stata ritrovata nella casa dell’autore, il giornalista e scrittore Suresh Joshi, che l’aveva scritta per un documentario dal titolo East Meets West. La registrazione era stata effettuata ai Trident Studios di Londra, dove Harrison e Starr stavano realizzando Hey Jude con i Beatles, e si sono offerti di suonare la chitarra e la batteria nel brano.
Joshi fu lo stesso che, amico di Harrison, gli presentò il celebre musicista indiano Ravi Shankar, che gli insegnò a suonare il sitar. La canzone è stata anche trasmessa su Bbc Radio Merseyside. I proventi della vendita saranno destinati in beneficenza.

“Il lockdown alla fine si è rivelato una benedizione mascherata, perché non avevamo nulla da fare", ha detto il 75enne Suresh Joshi, spiegando che il ritrovamento del nastro sia stato dovuto al fatto che, rimanendo tanto tempo confinato in casa, non ha avuto di meglio da fare se non rovistare tra le vecchie cianfrusaglie.

Tra l’altro, coincidenza nella coincidenza, la canzone sembra in qualche modo parlare proprio dei nostri tempi, ha osservato Joshi:

"La canzone stessa ruota attorno al concetto che siamo tutti uno e che il mondo è la nostra ostrica", ha detto. "E questo è proprio quello che abbiamo realizzato durante questa pandemia".

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