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Surriscaldamento globale: fertilità maschile a rischio. L’allarme degli andrologi

Uomo triste - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
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Il surriscaldamento globale altera la fertilità maschile. È l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Andrologia, che mette a fuoco un quadro preoccupante in merito al calo netto dei valori medi degli spermatozoi nel liquido seminale, rispetto ai decenni passati. Surriscaldamento e inquinamento fra i fattori di rischio.
È noto che l’aumento della temperatura danneggia l’apparato riproduttivo maschile. Il numero di spermatozoi negli ultimi decenni si è dimezzato e le cause dell’infertilità non sarebbero solo il fumo, i contaminanti chimici, ma anche il cambiamento climatico.
Quali sono le professioni più a rischio? Qual è l’importanza delle visite presso gli andrologi già dall’età della pubertà? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Fabrizio Palumbo, urologo, andrologo, responsabile scientifico della Società Italiana di Andrologia (SIA).
— La fertilità maschile soffre anche per il surriscaldamento globale. Dottor Palumbo, ce ne può parlare?
— Il riscaldamento di per sé fa male alla fertilità, tutto ciò che aumenta la temperatura attorno ai testicoli può mettere a rischio la fertilità, riducendo cioè la quantità e la qualità degli spermatozoi. Questo non vale solo per i cambiamenti climatici, ma anche per chi lavora vicino a fonti di calore, per chi tiene il computer sulle gambe per tante ore, per chi usa degli indumenti intimi non traspiranti e particolarmente stretti.
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Vi sono diverse evidenze, secondo cui i cambiamenti climatici stanno influendo sulla capacità di essere fertili di alcuni insetti e specie animali. Gli insetti vengono più studiati, perché hanno un ciclo vitale breve e possiamo studiare più generazioni in poco tempo. Si sta vedendo che alcune specie di farfalle, per esempio, o di coleotteri, a causa dell’aumento medio costante della temperatura, hanno perso la capacità di differenziarsi in senso maschile e femminile; c’è stata una riduzione importantissima della capacità di essere fertili di queste specie animali, ora sono a rischio estinzione.
Gli esperti quindi ci dicono che rispetto a 50-100 anni fa c’è stato un aumento significativo della temperatura media: parlare di un aumento di oltre 1 grado rispetto a 100 anni fa è un aumento importante. Questo significa che, soprattutto in quelle zone dove c’è stata una minore capacità di adattamento al cambiamento delle temperature, si è registrato un aumento di 1 grado della temperatura atmosferica e di 0,1 gradi a livello testicolare. Questo minimo aumento comporta una riduzione della capacità dei testicoli di produrre spermatozoi.
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— Come sono cambiati i livelli della fertilità maschile negli anni fino ad oggi? Sono dati preoccupanti?
— Sono dati decisamente preoccupanti. Anche se andiamo a vedere le linee guida dell’OMS per quello che riguarda i valori minimi di spermatozoi che devono essere presenti nel liquido seminale di una persona normale, siamo passati dai 50 milioni di qualche decennio fa ai 15 milioni delle ultime versioni. Non c’è solo il clima, abbiamo tutto ciò che l’inquinamento ha provocato sia su ciò che respiriamo e mangiamo. Alcuni componenti di svariati oggetti plastici, penso ai ftalati, per anni sono stati presenti praticamente dappertutto sin da quando eravamo piccoli: nei giocattoli, nei rivestimenti degli alimenti. Questi fattori hanno contribuito ad un calo netto dei valori medi degli spermatozoi nel liquido seminale.
Poi abbiamo i dati sulla natalità, che in buona parte c’entrano con questo, perché in Italia viaggiamo con una media di 20mila nuovi nati in meno ogni anno. Ci sono tante considerazioni da fare su questo, ma sicuramente anche la capacità di essere fertili degli uomini è cambiata.
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— L’apparato riproduttivo maschile è molto sensibile al caldo. Quali sono le professioni o le categorie di uomini più esposti a rischi?
— Tutti coloro che sono a contatto con fonti di calore: penso ai cuochi, ai fornai, alle persone che lavorano a contatto con forni, a chi è costretto ad indossare tute che lasciano poco traspirare. Anche anatomicamente noi uomini siamo fatti in modo per avere i testicoli con una temperatura più bassa rispetto all’interno del nostro corpo. Le ovaie delle donne funzionano perfettamente a 37 gradi di temperatura, i testicoli no, se si trovassero a 37 gradi funzionerebbero molto poco e male.
— Ci sono degli accorgimenti per abbassare la temperatura attorno all’area genitale?
— Il clima esterno è difficilmente modificabile, però noi consigliamo sempre ai ragazzi di indossare indumenti intimi di cotone traspiranti, di non usare indumenti stretti. Tutto questo fa sì che la borsa scrotale non riesca a scambiare il calore e buttarlo fuori. Attenzione a come ci si veste, non utilizziamo il computer sulle gambe. Un’altra cosa che io consiglio sempre: mai mettere il cellulare nella tasca davanti dei pantaloni, perché esistono anche le radiazioni elettromagnetiche, che qualche danno lo stanno facendo.
— Come questa bassa fertilità si rispecchia sui figli? Da un punto di vista generazionale che cosa succede?
— I bambini nascono già svantaggiati. Le persone esposte agli inquinanti non solo hanno presentato dei numeri più bassi, si è visto che questo tipo di deficit lo aveva anche la progenie. Ricordiamoci anche dell’inquinamento che colpisce le donne in gravidanza, i testicoli si formano in età prenatale e gli spermatozoi cominciano il loro processo di formazione anche prima della nascita. Le giovani generazioni risentono di ciò che stiamo subendo adesso.
— Per capire lo stato di salute sessuale maschile quanto è importante andare in visita dall’andrologo? A partire da quale età?
— È una campagna che la Società Italiana di Andrologia, di cui sono il responsabile scientifico, sta facendo da anni. Non ci riusciamo a capacitare del fatto che le ragazze sanno dell’importanza delle visite dal ginecologo, per i ragazzi non succede. La colpa probabilmente è anche dei genitori, che non portano i ragazzi dall’età della pubertà e dello sviluppo a fare un banale controllo dall’andrologo. Noi abbiamo strumenti semplici, non invasivi, usiamo la semplice ecografia che ci può dire tante cose. Il consiglio è che tutti i ragazzi dai 14 anni in su vadano in visita dagli andrologi.
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