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Manovra, Azzolina boccia le misure sulle classi pollaio: "Operazione di maquillage"

© Foto : MIURLa ex ministro Azzolina, promotrice dei banchi a rotelle
La ex ministro Azzolina, promotrice dei banchi a rotelle - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
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Per l'ex ministra dell'Istruzione servono più docenti e contratti rinnovati a circa 30mila lavoratori Ata, per l'organico Covid. Senza, a gennaio molte scuole rischiano di non riaprire.
Pollice verso il basso di Lucia Azzolina sul alcune delle misure per la scuola contenute nella Legge di Bilancio, che presto verrà discussa in Parlamento.
"Ricevo da ore decine di telefonate e di messaggi da parte di dirigenti scolastici, docenti e di tutto il personale della scuola. E mi sento di condividere molte delle loro preoccupazioni", scrive l'ex ministra dell'Istruzione in un post di Facebook, sottolineando però che alcune misure "sono buone, altre molto meno".
Mentre la valutazione per la riconferma per il prossimo anno del dimensionamento scolastico è positiva, l'Azzolina definisce un'operazione di maquillage le misure per risolvere il sovraffollamento delle classi.
"Sul contrasto alle cosiddette classi pollaio la soluzione contenuta nella legge di bilancio prevede solo una rimodulazione del numero attuale dei docenti. In parole povere: ci sarà una deroga alla norma Gelmini ma senza nuove assunzioni", osserva.
"Quindi - prosegue - se ci sarà un docente in più in Lombardia, ce ne sarà uno in meno in Sicilia. Lo stesso vale per gli insegnanti di educazione motoria alla primaria: un maestro in più in una scuola, uno in meno in un'altra. È un'operazione di maquillage. Non esistono scorciatoie creative: per combattere le classi pollaio servono più docenti e più investimenti sulla scuola".
L'altro punto riguarda l'organico Covid e dunque circa 30mila lavoratori Ata, per i quali non è previsto il rinnovo del contratto da gennaio.
"Se non fosse chiaro quali siano le possibili conseguenze per l'organizzazione scolastica, lo dico io con chiarezza: ci sono scuole che rischiano di non riaprire", avverte l'Azzolina.
Infine, resta il nodo dei concorsi che non è ancora stato sciolto, con il primo concorso ordinario da far partire entro dicembre.
"Sarà veramente così? Quando verranno fatte le prove per i 400mila giovani che avevano fatto domanda per partecipare? Il tempo c'è, ora però serve la volontà", conclude.
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