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La maggioranza si spacca sul Decreto Proroghe: alla Camera Idv fa passare due odg del centrodestra

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / governo.itCamera dei Deputati, 02/11/2020 - L'aula nel corso delle comunicazioni del Presidente Conte.
Camera dei Deputati, 02/11/2020 - L'aula nel corso delle comunicazioni del Presidente Conte.  - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
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I voti del partito di Renzi sono stati determinanti per l'approvazione degli ordini del giorno sulle intercettazioni.
Spaccatura nella maggioranza alla Camera sul Decreto Proroghe, con Italia Viva che vota insieme al centrodestra due ordini del giorno di Fratelli d'Italia.
Nonostante il voto contrario da parte di PD, M5S e Leu, ossia le altre maggiori componenti delle forze di governo, il centrodestra ha potuto festeggiare un risultato che sa di antipasto dell'elezione del presidente della Repubblica.
I due ordini del giorno, a prima firma di Carolina Varchi e Ciro Maschio, prendevano le mosse da una relazione del Copasir, in base alla quale molti Tribunali non hanno inviato alla Corte dei conti la documentazione necessaria per giustificare le spese per il noleggio di apparecchiature per le intercettazioni.
Essi impegnano l'esecutivo a intervenire, per evitare il ripetersi di questa situazione, tramite la fornitura di "un potenziamento dell'apparato sanzionatorio della Sezione centrale della Corte dei conti, con particolare riferimento ai contratti di noleggio dei sistemi di intercettazione".

"Esprimo soddisfazione per l'approvazione dell'ordine del giorno, a mia prima firma, che impegna il governo a garantire un potenziamento dell'apparato sanzionatorio della Sezione centrale della Corte dei conti, con particolare riferimento ai contratti di noleggio dei sistemi di intercettazione. È di pochi giorni fa una relazione del Copasir che segnalava al Parlamento l'incompletezza delle informazioni rese da talune Amministrazioni ed Enti che denotano un quadro contrassegnato da lacune e carenze. E questo mio ordine del giorno voleva recepire proprio queste carenze. Ci auguriamo che ora il governo ora passi dalle parole ai fatti", ha commentato Ciro Maschio, deputato di Fratelli d'Italia e prima firma di uno dei due documenti approvati.

Respinto l'ordine del giorno sui Trojan

Non passa invece l'ordine del giorno presentato al decreto omnibus (giustizia, proroghe e difesa) dal deputato di Fdi Riccardo Zucconi, che impegnava il governo "ad adottare le opportune iniziative di carattere normativo volte a implementare e rafforzare il controllo giurisdizionale e le necessarie verifiche sull'impiego dei trojan, anche prevedendo che l'autorizzazione a disporre l'intercettazione mediante inserimento di tale captatore informatico sia disposta dal tribunale in composizione collegiale".
Il governo, in questa fattispecie, si è salvato grazie all'astensione di una parte delle forze di maggioranza, che si sono nuovamente divise sulla materia, proprio come avvenuto in precedenza in commissione.
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