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Ex contrammiraglio turco: USA non entreranno in conflitto diretto con Russia nel Mar Nero

© AP Photo / Vadim GhirdaNavi da guerra NATO nel mar Nero
Navi da guerra NATO nel mar Nero - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
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Mosca sostiene che gli USA continuano ad attuare le proprie politiche provocatorie vicino ai confini russi nel Mar Nero. Ad avviso del ministero della Difesa russo, gli Stati Uniti, in tal modo, esplorano l'eventuale zona di combattimento, nel caso Kiev prepari una soluzione militare nel sud-est dell'Ucraina.
Inoltre, ad avviso del dicastero militare russo, tali attività sono un fattore destabilizzante per la regione del Mar Nero.
Il contrammiraglio in congedo turco Cem Gürdeniz ha commentato le crescenti attività degli USA nel Mar Nero in un'intervista a Sputnik.

"Circondare e contenere Russia e Cina sono gli obiettivi principali degli Stati Uniti da una prospettiva geopolitica. L'ordine mondiale è cambiato. Sebbene gli Stati Uniti non lo accettino, è attualmente in corso la formazione di un sistema globale multipolare. Fino a quando questo processo non sarà completato, le parti andranno avanti con il braccio di ferro. Il nuovo ordine mondiale, questa volta, si sta formando senza una guerra mondiale, poiché in questo caso c'è la minaccia dell'uso di armi nucleari e, di conseguenza, la completa distruzione dell'equilibrio ecologico, già estremamente fragile. I grandi paesi non possono permetterlo, poiché, in questo caso, tutte le parti perderebbero. Perciò, in futuro, continuerà il processo di contenimento e pressione, attraverso alleanze, con l'uso di metodi di guerra ibridi. Nell'ambito di questo processo, gli Stati Uniti e i loro alleati stanno cercando di bloccare l'accesso al mare e respingere le grandi potenze continentali, cioè Cina e Russia. Gli Stati Uniti stanno cercando con tutte le loro forze di esaurire le risorse di questi paesi, per raggiungere un equilibrio a favore dei propri interessi", ha spiegato Gürdeniz.

L'ex militare afferma che in queste condizioni “il centro di attrazione delle potenze nell'Anello del Pacifico sono il Mar Cinese Meridionale, il Mar Cinese Orientale e Taiwan, e nel Mar Nero l'Ucraina e la Georgia sono utilizzate a questo scopo".

"Gli Stati Uniti, stando all'attuale congiuntura, non possono entrare in uno scontro militare diretto né con la Cina, né con la Russia. La lotta viene condotta, invece, tramite guerre ibride, attacchi informatici, blocchi economici ed embarghi, guerre indirette locali, realizzate attraverso stati fantoccio o strutture fidate. È necessario valutare le attività degli Stati Uniti e della NATO nel Mar Nero proprio in quest'ottica", ha detto.

Tuttavia, l'ex ammiraglio ritiene che, nell'attuale situazione, il Mar Nero non diventerà una zona di guerra e invita la Turchia ad azioni moderate.
"La Turchia, come membro della NATO, ha i propri obblighi nei confronti dell'Alleanza, ma il grado della loro adempimento non dovrebbe andare oltre un livello che infligge danni ai propri interessi e alle relazioni bilaterali con la Russia. La Turchia, come firmatario della Convenzione di Montreux sullo status degli Stretti e attore che mantiene la stabilità di sicurezza nel Mar Nero, nonché paese che sviluppa in maniera attiva i rapporti con la Russia in molti settori, deve mantenere questo fragile equilibrio e astenersi dal partecipare ad azioni provocatorie contro la Russia", ha concluso.
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