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Covid, Pregliasco: "La terza dose sarà l'ultima"

© Filippo AttiliInfermiera prepara un vaccino
Infermiera prepara un vaccino - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
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Per i soggetti fragili è ipotizzabile un richiamo annuale, come quello per l'influenza.
"Con la terza dose si chiude il giro della vaccinazione anti-Covid". Lo ha detto ad Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'Università Statale di Milano, ipotizzando una strategia vaccinale simile a quella dell'influenza per i soggetti fragili. Solo per queste categorie, ha precisato, potrebbe essere necessario un richiamo annuale.
Questo non vuol dire che la protezione del vaccino sia a vita, in quanto con il Sars-CoV-2, avverte, esiste la possibilità di reinfezione. Tuttavia, sembra confermato "l'elemento di tenuta dell'obiettivo principale, che è soprattutto l'evitamento dei casi gravi, sembra che sia confermato. Una capacità - spiega - che può prolungarsi nel tempo".
La terza dose, che da ieri è indicata anche per la fascia tra 40-60, dovrà essere fatta dopo sei mesi dalla seconda dose. Secondo Pregliasco, farla prima non ha senso, in quanto il richiamo fatto a distanza di tempo rende il vaccino simile a quelli che necessitano del ciclo 2+1, "dove c'è una prima immunizzazione e poi c'è invece il booster in senso stretto".
La pensa diversamente l'ex coordinatore del Cts Agostino Miozzo, che aveva parlato della possibilità di ripetere annualmente la vaccinazione.
"Molto probabilmente avremo una sequenza di terze dosi, di quarta, di quinta e così via. Potrebbe succedere che avremo la vaccinazione anti-Covid tutti gli anni, come quella anti-influenzale", ha dichiarato nel suo intervento alla trasmissione Tagadà in onda martedì sera su La7.
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