Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Cooperante italiano arrestato in Etiopia per “ragioni di sicurezza”: è in buone condizioni

© AP PhotoIl conflitto in Etiopia
Il conflitto in Etiopia - Sputnik Italia, 1920, 11.11.2021
Seguici su
Livoni ha visto i funzionari dell’ambasciata e ha sentito la famiglia, ma non gli sono state ancora formalizzate le accuse: secondo le indiscrezioni avrebbe ceduto 20mila dollari alla popolazione tigrina o ai ribelli del Tigray, gesto ritenuto di dissenso dalle autorità di Addis Abeba.
È in buone condizioni Alberto Livoni, il cooperante italiano, che si trova agli arresti in Etiopia da sabato 6 novembre ma a cui non sono state ancora formalizzate le accuse.
Livoni ha potuto incontrare i funzionari dell’Ambasciata italiana ad Addis Abeba, che può vedere giornalmente, e ha parlato con i familiari.
Il cooperante italiano dell'ong "Volontariato Internazionale per lo Sviluppo" (Vis) è stato fermato insieme a due operatori dello staff locale, impegnati nel sostenere la popolazione etiope attraverso progetti di sviluppo e aiuto umanitario.

“Siamo in costante contatto - dice una nota della Ong – con l'Ambasciata italiana in loco che ha immediatamente avviato tutte le procedure previste per il loro rilascio e sta seguendo costantemente il caso”.

Sul caso, però, vige un assoluto riserbo: “Per tutelare la sicurezza dei nostri operatori riteniamo
opportuno seguire le indicazioni di riservatezza concordate con l'Ambasciata”, ha aggiunto sul punto la ong.

La Farnesina a lavoro

“L'Ambasciata d'Italia ad Addis Abeba, in stretto raccordo con la Farnesina, segue con grande attenzione la vicenda del connazionale, in stato di fermo presso la Addis Ababa Police Commission, al quale sta prestando ogni necessaria assistenza ed è in contatto con le competenti Autorità locali e con i familiari”, ha reso noto la Farnesina sul caso.
Al coordinatore Etiopa del Vis, però, non sono state ancora contestate accuse formali e secondo le indiscrezioni l’arresto potrebbe essere collegato alla cessione di una somma in denaro alla popolazione del Tigray, la regione dove da mesi è in corso un duro scontro tra ribelli e autorità centrali.
Sulla durata del fermo, al momento non è possibile stabilire dei tempi: la legge etiope prevede un massimo di 72 ore, ma lo stato di emergenza proclamato dal governo agli inizi di novembre, sulla scia dell'escalation con i ribelli del Tigray, permette di derogare a questo limite.

Livoni e il Tigray

Livoni, emiliano di 65 anni, è responsabile in Etiopia del Vis, la ong che affianca i salesiani in progetti di scolarizzazione e formazione professionale di giovani ed è molto attiva nel Tigray.
È stato arrestato sabato nella sua abitazione di Addis Abeba. Secondo quanto apprendono i media italiani le autorità etiopi vogliono accertare perché Livoni avrebbe ceduto 20 mila dollari a una persona.
Il sospetto delle autorità centrali è che i fondi siano serviti ad aiutare i miliziani del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Fplt). L’arresto, quindi, sarebbe legato a “ragioni di sicurezza”.
L’operazione era partita già venerdì 5 novembre quando le forze di sicurezza etiopi avevano fatto irruzione in un centro per l'istruzione di bambini gestito dai Salesiani nella zona di Gottera ad Addis Abeba arrestando 17 tra sacerdoti e impiegati nel Centro.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала